Una lunga storia, tre parole alla volta


#61

Schiacciando Zai che


#62

aveva infilato il


#63

dito nella presa

[hide=recap]Era notte fonda, il Fatalis ruttò scuotendo gli alberi e fece cadere dal ponte un grosso arpione dalle sembianze falliche, ma poi ruttò di nuovo e svegliò il Deviljho che defecava nel cespuglio, ma per fortuna un anziano signore decise di tirare la corda appesa ed esclamò poi - “prendiamo un Khezu” - ma il Khezu non si svegliò perché non era appeso al collo dell’utero della Bulldrome, che era la mamma surrogata del povero Kelbi fatto al forno. Nonno Diablos allora, irritato dalla confusione, incornò il povero cacciatore che voleva soltanto sedurre la piccola Zinogre che, innamorata del Monoblos, dormiva sotto il suo enorme torace pieno di ferite infette e piene di disgustosi Giggi, che nel frattempo cercavano un riparo dalla disgustosa e inquietante coda del Diablos, piena di fiori di cactus, che masticava male perché aveva una carie nei denti. Il Khezu dunque decise di appendersi sulla cancellata sbavando perché una cacciatrice lo guardava con il forte desiderio di mangiarsi una caramella alla menta ripiena di 'nduja e di wasabi, poi il Khezu sbavò copiosamente e cadde di faccia schiacciando Zai che aveva infilato il dito nella presa …[/hide]


#64

Provocando una enorme

Uh, non ci si rende conto di quanto s’è scritto fino alla lettura del recap


#65

danno cerebrale complesso


#66

Che in realtà


#67

era solo Sergio


#68

che si docciava


#69

e lo agganciò


#70

con un grosso


#71

rampino da avventuriero


#72

perchè stava perdendo


#73

troppo denaro a


#74

Million Zenny Baby


#75

dunque lo rapinò


#76

e la pioggia


#77

Lavò via le


#78

sue sporche mani


#79

fatte di sangue


#80

e di viscido