Una Charge Blade che charga davvero? Follia!


#1

Sono sicuro ricordiate tutti quella fighissima Charge Blade del Goa magara mostrata da dei ragazzi al Lucca comics 2015, bene, mi sono incuriosito sulle meccaniche dell’aggeggio e ho deciso qualche tempo fa di costruirmene una per conto mio, più piccola, basata su nessun mostro [giusto lo scudo è stato ripreso dalla Neroguardia] e senza nemmeno disegnarla o verniciarla, tanto mi interessava solo il funzionamento. Ed è quindi con il permesso dei ragazzi che hanno progettato l’ascia di Goa Magara, il duo “Progetto Massimiliano Sepich e “Braccio” Luca Beneforti”, che posterò qui una mini-guida per spiegare il funzionamento dell’aggeggio, in caso qualcuno di voi voglia fabbricarsi la propria Charge Blade. Per chi di voi vorrà farlo veramente buona fortuna, io ho pianto per farla.

Innanzitutto vediamola, più che fare realmente una guida intendo farvela vedere e spiegare giusto un paio di cose che potrebbero lasciarvi in dubbio.

Spada e scudo viste da fuori:

Meccanismo interno allo scudo [modalità spada e scudo]:

Meccanismo interno allo scudo [modalità ascia]:

Modalità ascia vista da fuori:

Come potete vedere il concetto è molto semplice. Ci sono: Un ingranaggio ad 8 denti, una cremagliera da 6 denti che rimane fissa ed una cremagliera sempre da 6 denti mobile la quale viene mossa avanti ed indietro quando viene infilata o sfilata la spada nel suo apposito incavo.
Quando la spada viene infilata l’ingranaggio ruota di mezzo giro spostando lo scudo dal centro ad un estremo grazie alla cremagliera fissa. Quando invece la spada viene sfilata, l’incavo sul dorso della spada [che a queste dimensioni è piuttosto evidente ma con un modello a grandezza naturale il tutto si nota più difficilmente] appoggia sul pezzo collegato alla cremagliera mobile e fa scorrere il tutto alla posizione di riposo originale.

Un’occhiata da più vicino agli ingranaggi:

E adesso un video per mostrarvi meglio il reale funzionamento del tutto.

Non so cos’altro dire, mi pare sia tutto bene o male. Come ho già detto tutti i crediti vanno ai due ragazzi di Lucca “Progetto Massimiliano Sepich e “Braccio” Luca Beneforti”.
Se avete dubbi sul come costruire il gingillo scrivete e vedo se posso aiutarvi.


#2

è tanto banale quanto figo come meccanismo!