[Fun Fiction] - Occhio per occhio, occhio al quadrato


#1

PREMESSA: Ove son gli spoiler, potete vederli senza alcuni timore, buona visione.

Si ok ma se devo fare una storia e mi si spegne il pc mentre scrivo…si…va bene ho capito ma…bah come vuoi… comunque di quanti soldi stiamo parlando? OH merd ma siamo già in onda e non dite niente!?..dannato Gianfranco poi mi sente…

si mette il costume da Narratore, inspira :


PROLOGO: Iniziamo bene

Era tardi. O maledizamtrios, se lo era. Ma non avrebbe rinunciato di certo alle sue nuove doppie lame fiammanti, dopo tutta la fatica fatta. Era stanco, infreddolito e forse anche un po’ brillo (colpa della Dama al bancone, o “Il Diavolo in gonnella”, come l’aveva segretamente soprannominata), ma nonostante tutto non demordeva. “Eh no, col Kirin che fallisco la missione”, si ripeteva.
Ormai non mancava molto alla landa, ma quel freddo insolito lo rallentava. Ripensandoci così insolito non era, se c’era il ghiaccio anche per terra. Immerso nei sui pensieri, non si accorse che all’improvviso si fece buio. Tutto diventò oscuro e tempestoso, sembrava che il peggior presagio immaginabile avesse deciso di fermarsi sulla sua strada, prima di andare a comprare qualche chilo di sfortuna e carestie varie al mercato dell’Oblio. Lui si stava preparando al peggio, impugnò le sue amate armi e concentrò tutti i suoi sensi nell’ambiente che lo circondava. O quasi, tutti. Quel testone era talmente concentrato che non si era accorto che aveva un Amatsumagatsuchi (per gli amici Water Eolo) appena dietro le spalle. Ma per sua fortuna era un Amatsu cieco. Incredibile eh? Il Signore Acqua/Volante aveva perso la vista una volta in una lotta contro uno Zinogre davvero aggressivo, che lo aveva sfidato per il dominio del territorio. Non ci credete? Porca vacca ho qua la foto come prova…Ma questa è un altra storia di cui parlerò un altra volta. L’essere cieco non impedì comunque al mostro di scaraventare via accidentalmente con una folata di vento l’ignaro cacciatore contro una roccia, che perse i sensi per parecchio tempo.

Quello fu, per disgrazia del cacciatore, l’ultimo tentativo che la gilda metteva a disposizione per completare la missione; quando si sarebbe svegliato, Delir avrebbe avuto una brutta sorpresa.


CAPITOLO 1: Un passo indietro, uno avanti….

IL GIORNO PRIMA

-“Delir spero tu stia scherzando!!! A malapena sei passato di grado (grazie ad altri cacciatori) e adesso credi di riuscire a fare questo?!”
-“Non credi di esagerare? Dopotutto anche tu sei salito da poco Quark, e LO SAI che il Capovillaggio si è congratulato con me personalmente dopo quel Rathalos Azzuro fatto fuori alle colline eheh”
-“Si ma un conto è una sottospecie di Rathalos, un altro è un Kushala!! Per di più uno con la pelle Arrugginita! Le tue spade le usa come stuzzicadenti dopo un buon pranzo, che in questo caso saresti tu!! Come te lo devo far capire? E per di più è rintanato al Picco Ghiacciato.”
-“Non credo che avrò problemi, con la mia nuova armatura non dovrò preoccuparmi affatto: il fabbro mi ha assicurato che questo gioiellino è uno tra i più resistenti che ha al momento per me. Non sarà come quella di mio fratello e gli altri cacciatori più avanzati, ma per il Daora basta e avanza, Quark. E poi ho potenziato da poco le armi. Ce la posso fare!!!”
-“Fa come vuoi, chiamo Pete e ti preparo la bara in duralbero Yukumo…la lapide te la faccio in machalite, per risparmiare.”
-“Ah-ah, ma sentilo…oggi abbiamo attivato Spirito+2?”

OGGI

Delir aprì lentamente gli occhi, ma gli ci volle un po’ per mettere a fuoco il locale. Riconobbe quasi subito però quell’odore agrodolce di medicine tradizionali e nuovi rimedi che stavano sperimentando negli ultimi tempi in città: era nell’Infermieria della Gilda. Appena se ne accorse, capì anche che aveva fallito la sua ultima missione.
-“NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO” urlò, con tutta la melodrammaticità che aveva in corpo, svegliando metà villaggio con un urlaccio da attore di teatro da due zenie.
Seduto sul letto, iniziò a mettere a fuoco gli ultimi momenti del suo incarico: era svenuto due volte si, ma aveva portato a termine l’incarico e stava tornando a casa con il bottino. Mancava poco e avrebbe consegnato il certificato di riuscita della caccia, per ufficializzare l’esito. Poi ad un tratto veniva scaraventato via, una bella botta in testa e il vuoto. Mentre ricostruiva i suoi ricordi, o almeno tentava di farlo, un felyne che conosceva bene gli si avvicinò.

-"Padrrron Delirrrrrrrr, si sente bene? Mia-è stato detto dal Capovillaggio che deve purrrlare con lei, di una questione urrrrgente! Si sbrighi, qui la faccenda puzza più di un mucchio di felvine vicino a del letame, ble-mià!!"
Perplesso (forse più per il letame e il felvine, che per l’accaduto), Delir si alzò e si incamminò verso la casa del Capo, poco distante dalla Gilda.

-“Ah eccoti di ritorno…menomale. Devo dirti una cosa molto importante, ma prima devo porti le mie scuse.”
-“Scuse? E per cosa Capo?”
-“Per averti coinvolto di nuovo in un affare molto pericoloso. È uscito fuori un bel problema…mi è stato riferito dai felyne carrellieri che mentre ti riportavano al villaggio hanno visto qualcosa. Un grosso e pericoloso mostro…”
-“Beh magari quei felyne avevano troppa paura per averlo notato ma, quel Kushala Daora Ruggine l’ho fatto fuori! Eh si! Quindi non vedo dove sta il problema, Capo.”
-“Non stiamo parlando del Daora ragazzo…”
-"…come? E di quale altro most- “
-Amatsumagatsuchi. Era un Amatsu Delir, spuntato fuori dal nulla per qualche motivo ignoto.”
-“EEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEHHH??? MA CHE KHEZU CI FACEVA UN AMATSU NEL TERRITORIO DI UN DAORA!!!”
-“Non ne ho idea ma i nostri ricercatori sono già stati avvisati, stanno controllando e ricontrollando tutti i casi di apparizioni anomale di mostri avvenuti nei secoli scorsi. Spero che trovino qualcosa che ci faccia capire la situazione.”

Delir smise di ascoltare quel vecchio da un po’, e si immerse nei suoi pensieri. Era riuscito a cacciare un dannatissimo Daora da solo e ora si presentava un leggendario Amatsu pronto a ostacolarlo. Più ci ripensava, più capiva di essere stato fortunato a perdere solo i sensi, ma ora ce l’aveva a morte con quel drago baffuto spara acqua. Però…ripensandoci, tutte queste sensazioni (rabbia, sconcerto, indignazione, e tanti altri aggettivi) per lui erano stranamente familiari…


Nono Stop STOP!! Cioè manco mezzo capitolo fatto decentemente e mettiamo un flashback? Di già?? Ma che facciamo sempre avanti e dietro, ma che porcata è, scusate?? Ma chi è che…ah…Gianfranco…finito il turno poi te la vedi con me caro mio…oh si…mi ricordate quanti soldi…ma come sono caduto in basso oh…aaaa dai 3,2,1


CAPITOLO 2: FLASHBACK - Caldo rovente, funghi speciali: mannaggia al Capovillaggio

Delir si ricordò che non era la prima volta che un mostro lo assaliva brutalmente mentre lui stava facendo altro.
Erano i primi anni in cui cacciava e anche se era ancora un novellino, era riuscito a farsi notare tra gli altri novizi (quasi subito aveva capito come prendere uno stomaco altaroth, wow). Un giorno particolarmente tranquillo in cui i suoi compagni di caccia erano fuori dal villaggio, il Capo si recò direttamente da lui per proporgli una missione.“Raccogli 5 funghi aromatici nella Foresta” disse in tono pacato, da dietro la sua barba.
-“Ah ok la solita missione di raccolta, che vuoi che sia. Va bene dai ci penso io Capo” disse Delir.
Il problema è che da li a poco sarebbe andato TUTTO a rotoli.
Ma il cacciatore, che non poteva leggere lo scritto del narratore non poteva saperne nulla e si affrettò a prendere la missione dalla Dama.

Dopo circa una quindicina di minuti, Delir era già di ritorno trionfale con i suoi 5 funghi diretto al campo base. Era stato rallentato un po’ da alcuni jaggi che lo infastidivano, ma a parte quello, se l’era anche presa un po’ comoda per osservare il paesaggio. La natura di quei posti lo lasciava sempre senza fiato. Scorse la tenda dell’accampamento e si affrettò a chiudere la faccenda, ma quando arrivò a pochi passi dalla Cassa Rossa…

…i funghi non entravano. Provò una SETTANTINA di volte ma non ci fu verso. Preso dallo sconforto, si mise a sedere e, estrasse il foglio della missione che la Dama gli aveva dato prima di partire.

Allora rilesse l’indicazione: “Raccogli…5…pelli calde.”

-"MA "£m$/%e@(l)&y&£n**x^!!! NOOOOOOO!"
Nella fretta aveva preso la missione sbagliata e non se ne era accorto. Ma che sbadatone!

Avanti veloce fino a che non prende la missione giusta!

Presa la missione, non aveva voglia di camminare, allora decise di prendere il Carro Felyne alla modica tariffa di 50z per recarsi nella foresta. Era un carretto di legno robusto, verniciato di rosso, guidato da un felyne e trainato da un Gagua, utile per i cacciatori che volevano spostarsi da un posto all’altro senza troppa fatica. Non era la prima volta che Delir lo prendeva e tutto sommato non era male viaggiare li in tranquillità, con il vento che ti accarezzava la faccia quando il carretto prendeva velocità. Pagò la tariffa, salì a bordo e dopo poco tempo, si addormentò cullato dai movimenti del mezzo.

Zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

Zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz-drone…

Zzzzzzzzzzz-adrone!

Zzz…

PADRONE!!!

Confusione. Piccole luci che diventavano lunghe linee si vedevano dietro la piccola testa del felyne guidatore. Il guidatore. Cosa ci fa il guidatore davanti a me? Cosa sono quelle luci la dietro…? e che diamine è tutto 'sto Gran Baccao? La testa gli frullava con mille domande, ma non avrebbe ottenuto una risposta in quel momento.

Un enorme, grossa coda bluastra si parò davanti agli occhi di Delir, accortosi ora di essere steso a terra. Fece in tempo a vederla e, forse grazie all’istinto di sopravvivenza, riusci a schivare il fendente che si stava per scagliare su di lui. L’urto lo schizzò comunque contro un tronco di un albero di miele, svegliandolo del tutto dal torpore del sonno di poco prima.
Quando strabuzzò gli occhi, si accorse di avere davanti un mostro terrificante.
(n.d.n. Certo mai quanto un khezu, però faceva il suo figurino)

Era una specie di dinosauro, o almeno era quella la prima cosa che gli era venuta in mente, con la pelle blu e rossa; dalla bocca, aperta, si vedevano fuoriuscire delle fiamme, ma la cosa più incredibile era la sua coda. Quell’enorme coda assomigliava a un dannato spadone!! Ci manca solo che i mostri abbiano il loro fabbro di fiducia e siamo a cavallo!! pensò il cacciatore, non capendo però cosa fosse un cavallo, visto che in quel mondo non esistevano.
Improvvisamente il mostro dinosauro si mise quella “dannata-coda-spadone” in bocca, mordendosela. Ci fu qualche secondo di gelo nell’aria, che venne metaforicamente liquefatto da un fendente aereo provocato dal mostro.

Quella Cosa aveva Dato Fuoco Alla sua Coda.
Ora quella era diventata una “dannata-coda-spadone-attributo fuoco-5000”

Delir iniziò a correre ancor prima di pensare di farlo.


CAPITOLO 3: La forza a portata di mani

Ricordare quell’episodio fu un po’ strano per Delir. Ripensò alla settimana passata nascosto in un cunicolo per colpa di quel Glavenus (tornato al villaggio trovò delle informazioni utili sul mostro) ad aspettare che il felyne guidatore tornasse A PIEDI (visto che il carro era andato in frantumi) per avvertire qualcuno e far partire una spedizione di recupero. Ripensò alle numerose maledizioni e riti vodoo scagliati contro il Capovillaggio che lo aveva spedito a prendere un tè con la morte fiammeggiante, a causa della negligenza per non aver controllato se ci fossero segnalazioni di mostri o meno. Era la prima volta che succedeva al vecchio, ma alla fine dopo qualche mese Delir perdonò il Capo e tornò a cacciare come prima.

Ed ora, dopo tutto quel tempo, era ancora nella stessa situazione: parte per una missione, viene brutalmente devastato (ok l’Amatsu l’ha solo scaraventato via, ma volete mettere i danni morali?) da un mostro totalmente estraneo alla missione e ritorna a casa, per discuterne col Capo.

-“Capito ragazzo? Non fare niente di avventato. Dall’ ultima volta sei migliorato parecchio, è vero, ma questa è tutta un’altra storia.” (in realtà è sempre la stessa cretino di un capovillaggio che mandi ad ammazzare i tuoi paesani. E-ehm. Scusate)
-“D’accordo. Non si preoccupi, per ora non ho intenzione di fare altre battute di caccia. Mi limiterò a raccogliere qualche materiale.”

Come se avesse pronunciato una parola magica, si ricordò di colpo una cosa.

-“Se non le dispiace, ora avrei da fare.”
-“Si, va pure. Ti chiedo ancora perdono per questi spiacevoli inconvenienti. Ti riferirò eventuali nuove scoperte, a presto ragazzo.”

Congedatosi dal Capo, tornò in Infermieria per riprendere i suoi oggetti e rientrò a casa sua. Si fece un bagno caldo e si rilassò un po’, dopo quella giornata fuori dal mondo. Riprese un po’ le forze, si rivesti, e andò vicino la cassa, dove aveva appoggiato la sacca con i suoi oggetti. La controllò e…SI!! I materiali ricavati dal Kushala era rimasti ancora li dentro!!! Dopotutto, lui il mostro l’aveva accoppato. Preso com’era dalla situazione, si era scordato il motivo per cui era andato a caccia del Daora: quelle doppie lame che gli aveva mostrato il fabbro qualche giorno fa. Rimise gli oggetti superflui dentro la cassa principale e si avviò verso il centro del villaggio.

-“Ehi, Delir!!!”

Una ragazza, lo chiamava, da dietro un bancone di un mercante, vicino alla piazza.

-“Kida? Che ci fai qui, avevo sentito che eri in spedizione nel Bosco Eterno”
-“Ciao anche a te” disse con una punta di ironia la ragazza -“Dovevamo esplorare solo le zone più esterne. Alle zone profonde ci torneremo insieme al Granlanciere, questa spedizione eravamo solo io e la Grandartigliera.”
-"Ah si, ho sentito di questo gruppo di cacciatori arrivati da poco qui. Sbarcano di città in città alla ricerca di- “
-Siiiii certo certo comunque EHI! Ho sentito della tua grande impresa…e della tua solita sfortuna. Come va?”
-“Ma alla fine non mi è andata così male. Ancora tutto intero sono.”
-“Com’è stato avere un Amatsu davanti?”
-“Beh, non è che l’ho proprio visto, mi ha preso alla spalle…però quando stavo perdendo i sensi mi sono sentito…disarmato…ehi…Kida ma che hai da ridere?”
-“Scusa, scusa. “Disarmato” mi è proprio piaciuto” sogghigna
-“Sisi, ridi delle disgrazie altrui, insensibile. Comunque, io sto andando dal fabbro, devo fare delle nuove doppie lame, quindi non so se poi abbiamo tempo di andare al solito posto insieme a Quark…”
-“Nuove doppie lame?? No adesso devo proprio vedere cosa diavolo ti forgia il fabbro. Signorino io vengo con te!”
-“Se proprio insisti… sorride

Senza neanche dire una parola, Delir mise tutti materiali del Daora sul bancone del fabbro, che in quel momento era impegnato ad affilare una katana. Era un uomo alto e molto robusto, e anche da seduto riusciva a imporsi sugli altri. Però era molto buono e gentile.

-"Oh-oh, Delir e Kida. Che piacere rivedervi. A quanto vedo qualcuno qui si è dato da fare nella caccia."
Aveva la voce più calda e profonda che Delir avesse mai sentito. Non riusciva ad immaginare come fosse il fabbro arrabbiato, e smise subito di pensarci.

-“Si ma stavolta se l’è vista brutta.” rispose Kida "Ha fallito la missione per colpa di un Am- "
“Dov’è quel progetto di arma che mi avevi mostrato fabbro? Magari Kida ti racconterà la storia della sua vita un altra volta.” la interruppe Delir.
-“Ah-ah. Poi te la vedi con me allora.”
-“Questi sono i pezzi ruggine che ti avevo chiesto?”
-“Si.”
-“Ottimo. Sapete” iniziò a forgiare e lavorare con una velocità e maestria incredibili, “queste scaglie se non vengono trattate sono soltanto un acciaio molto resistente, ma poco utile in battaglia. Ma se lavorate con un particolare processo, acquisicono oltre a maggiore durezza una forza davvero impressionante. Non si tratta solo di lucidare e togliere la ruggine dalle scaglie o dalle pelli del mostro, ma si aggiunge un concentrato di droghe demoniache e gocce di sangue di draghi anziani. È davvero strepitoso. Ecco qua ragazzo, tutte tue.”

Prendendo in mano quelle nuove doppie lame, Delir fu come invaso da una forza.
“Con queste” pensò guardando le spade nelle sue mani, "potrei riuscire a fare qualsiasi cosa. Perfino il ??? "

TOBY CONTINUED (OPPURE NO?)



…orca vacca finalmente ho finito il turno, non vedo l’ora di tornare a casa…mah ho narrato di meglio sapete? Comunque fortuna che è fini…GIANFRANCO? Che diavolo sono questi “CAPITOLO 4” e "CAPITOLO 5 loading"? Gianfranco se continui sta storia GIURO vengo li TI SPACCO TUTTI I DEN– FINE TRASMISSIONE

Note dell'autore

Preso dalla noia, nell’ultimo periodo non so perché ho iniziato a scrivere questa storia. Premetto che non ho mai scritto e come veniva veniva, avevo voglia di pubblicare qualcosa.
Alcuni punti rispettano i meccanismi del gioco ma alcune cose le ho cambiate perché non avevo voglia di avere i limiti fino al collo. All’inizio volevo farne una solo demenziale, ma poi è subentrata anche un pizzico di serietà (sigh). Ho scelto di dare al protagonista il mio nome per evitare i soliti nomi da protagonisti (eh?) e per comoditezza. Non volevo aggiungere una ragazza ma alla fine ho ceduto. Maledizamtrios. Se siete arrivati fin qui, bravi, avete perso tempo. In caso contrario, fatemi sapere come vi è sembrata e correggetemi/consigliatemi se volete, errori di grammatica, forma, impostazione o consigli vari. Spero (per voi) sia buonina, è la prima che scrivo. Ho qualche ideuzza per alcuni capitoli, tipo far apparire leggermente di più quella buonanima di Quark per es., quindi, se volete (ma anche se non volete) li pubblicherò appena pronti.

Let me no!

P.s. Forse per la fine della storia do un senso al titolo


#2

Mannaggia a te, per un attimo mi è sembrata una storia su khazrak il monocolo, mi son fiondato a leggerla come un dannato ahahahah
https://www.google.it/search?q=boris+todbringer+total+war+warhammer&tbm=isch&tbs=simg:CAQSkwEJGdOcf2EGOLEahwELEKjU2AQaAAwLELCMpwgaYgpgCAMSKMkWzR7IFsYWnR7HFpoetBzRC9Ae9C23OoUu9i3WLLQs_1S3-LeUk1ywaMNB0q1xAEqFhf5kdKCC3rZl2jwRdY9C5sEsR8sA_1ghk3ZAY8QB2c_1EhX5TRkOdeLgCAEDAsQjq7-CBoKCggIARIE--YUkAw&sa=X&ved=0ahUKEwj76OTY24_PAhWD1hQKHYLrDMcQwg4IGCgA&biw=360&bih=559&dpr=3


#3

E invece ti sei trovato davanti 'sta cosa, SBADABAM. Chiedo scusa per l’involontaria pubblicità ingannevole ahahahah


#4

Letto tutto, che dire, si vede che è la tua prima storia, lo stile è ancora piuttosto immaturo. Ti direi di dare un’occhio all’ortografia e alla sintassi ma se scrivi di getto e il tuo intento è principalmente la comicità, direi che può funzionare comunque anche come stai facendo tu.

Detto in tutta sincerità, non me ne intendo di storie comiche, pertanto non so bene cosa consigliarti… forse l’unica cosa che mi viene in mente è di evitare di saltare troppo di palo in frasca, perché potresti finire per sconfiggere l’intento comico della storia disorientando il lettore (parlo di flashback vari e cambi di scena repentini), anche se in questo caso non è troppo disturbante.

In ogni caso c’è indubbiamente del potenziale, se mai volessi metterti a scrivere qualcosa di più “serio”, secondo me avresti le carte in regola :slight_smile:

Continuerò a seguire, obv.


#5

Per stile intendi la forma/l’impostazione o la trama?
Comunque per ora non penso di mettere altri salti temporali, questo qui però lo volevo.
Grazie mille del sostegno e delle dritte :slight_smile:


#6

Sulla trama nulla da dire, è presto per sbilanciarsi, parlavo prettamente dell’impostazione.
Figurati comunque, adoro leggere le fiction di altri principianti o pseudo-tali come me ^^


#7

“Comoditezza” l’hai scritto volutamente così, right?


#8

Sisi :smile: sono ignorante si, ma fino un certo punto ahah :smiley: