Dal profondo (avventura D&D 3.5)


#1

In questo topic narrerò le gesta di cinque eroi nelle loro epiche (dis)avventure; questi valorosi rispondono al nome di:
Janos, guerriero umano interpretato da @Urias,
Dorgan Killian Steelfern Aughghau per gli amici DK, bardo gnomo interpretato da @Edo,
Asalyn Marfael, elfa delle stelle chierica di Selune, interpretata da @EdenPrime,
Adomorn “Gough” Darksbane, stregone elfo, interpretato da @Alberto_Cerrone1 aka Alkatraz91,
Belegar Portarancori, ranger nano, interpretato da @Cor_Tauri.

Capitolo 1

Correva l’anno 1372 secondo il Calendario delle Valli, il mese era Mirthul o come lo chiamavano i più Lo scioglimento, quel periodo dell’anno in cui la neve lascia il posto ai prati fioriti.
Il gruppo stava viaggiando ormai da parecchi giorni a bordo del loro carretto, trainato dal fido mulo di DK. Janos, Asalyn e Belegar, seduti dietro, stavano parlando del più e del meno mentre controllavano le loro provviste; Adomorn, in sella al suo mulo personale, era assorto nei suoi pensieri mentre procedeva a fianco del carro mentre Ungrim, il fedele compagno lupo di Belegar, camminava tranquillo a fianco del gruppo.
Il sole stava quasi per tramontare quando finalmente giunsero alla meta, il piccolo villaggio di Greenest, nella regione dei Campi Verdi delle terre centrali del Faerun. In lontananza una sinistra torre di pietra proiettava ombre inquietanti e strane luci.
Greenest si presentava come un piccolo agglomerato di case, non più di una trentina, costruite attorno ad un grosso palazzo di due piani dall’aspetto molto signorile. Il paese non presentava nessun tipo di mura di cinta, anzi era circondato da innumerevoli campi coltivati.
Non appena giunsero all’ingresso della cittadina i nostri eroi non poterono fare a meno di notare il via vai molto frettoloso degli abitanti, gente che in tutta fretta sbrigava le ultime commissioni prima di ritirarsi nelle proprie case.
“Sembra quasi che ci sia una sorta di coprifuoco” esclamò Janos.
Entrando nella via principale una persona attirò l’attenzione del gruppo: a prima vista sembrava un vecchio umano, piuttosto smunto e trasandato, che a differenza degli altri abitanti non sembrava curarsi di quello che aveva intorno a se, barcollando e bofonchiando parole senza senso. Non appena però il carro si avvicinò, attirando la sua attenzione, il vecchio si fiondò caracollando verso di loro urlando a squarciagola: "I morti! I morti camminano tra noi! E quando i morti camminano tocca ai vivi riempire le tombe!"
I nostri eroi allarmati impugnarono le loro armi ma il vecchio sembrò perdere interesse per loro e tornò a barcollare fino ad infilarsi in un vicolo buio…
Gli altri abitanti sembrarono aver fatto finta di nulla ma una strana ansia cominciò a permeare l’aria.
Asalyn decise quindi di fermare una passante, “Scusi signora” disse, "cosa stà succedendo?"
La signora quasi trasalì nel sentirsi interpellata: “Oh, buonasera signorina… Nulla, ma è pericoloso rimanere fuori la notte… Anche per voi consiglio di trovarvi una locanda al più presto!”
“Potrebbe indicarcene qualcuna?” chiese Asalyn,
“Qui ci sono solo due locande signorina, Il Cinghiale Rosso gestito da Gothog, li in fondo alla strada principale e la Luna Argentea, gestita da Chalitra e le sue figlie, in quella traversa” disse indicando una stradina. “Ora vogliate scusarmi ma si è fatto tardi, arrivederci” e se ne andò in tutta fretta.
La maggior parte del gruppo, attirati forse dall’idea che un bel gruppo di fanciulle potesse essere di maggiore interesse decisero di dirigersi verso la Luna Argentea. Nel frattempo il sole cominciò a scomparire dietro all’orizzonte mentre gli ultimi abitanti si rifugiarono nelle loro case e alcune coppie di guardie armate cominciavano a pattugliare le strade, guardando in modo indagatore il nostro gruppetto.
Giunti alla locanda vennero accolti da una giovane elfa dai capelli biondi, intenta a dar da mangiare a tre cavalli nella stalla adiacente la locanda. Accordatisi con lei per i loro animali entrarono all’interno dell’edificio.
Un’aria fresca e un buon odore di vino li accolse, mentre una dolce canzone in elfico accompagnata da un’arpa riempiva la stanza. La canzone proveniva da un’altra giovane fanciulla elfica, anch’essa bionda, che sedeva in fondo alla locanda, mentre una terza ragazza, del tutto simile alle prime due, era intenta a servire del cibo ad un tavolo in cui sedevano tre umani dall’aspetto piuttosto vissuto. Infine una quarta elfa, bionda anche lei ma dai lineamenti più marcati e maturi, fece cenno al gruppo di entrare.
“Buonasera viandanti, posso esservi utile?”
“Si signora,” rispose DK “vorremmo pernottare e magari mangiare qualcosa”
“Certamente” rispose la donna “vitto e alloggio sono una moneta d’oro a testa”
“Mi sembra un pò caro!” ribattè lo gnomo "non si potrebbe avere dello sconto?"
La donna, notando il mandolino sulle spalle di DK disse, "Facciamo così, fammi sentire come suoni; apprezzo molto la musica e se la riterrò degna ti farò lo sconto che desideri!"
Senza perdere l’occasione Dorgan si esibì in una melodia straordinaria, che rapì il cuore di tutti gli astanti della locanda.
“Non ho mai sentito nulla di più bello” esclamò la donna "non posso esimermi dall’offrirti vitto e alloggio, considerati nostro gradito ospite!"
Al che il gruppo, ancora estasiato dalla melodia, si sedette ad un tavolo e cominciò a consumare un’abbonante pasto accompagnato da vino di ottima qualità.
Janos decise di avvicinarsi al bancone e chiese a Chalitra informazioni sul luogo.
L’elfa rispose che in città erano sparite diverse persone, tra avventurieri di passaggio e senza tetto e dalle tracce si pensava ad una creatura notturna che si aggirava per le strade!
“Per la nostra sicurezza il nostro signore, Lord Graorin, ha imposto il coprifuoco, in modo che la guardia cittadina possa risolvere la situazione!” continuò l’elfa.
Nel frattempo Asalyn prestò attenzione ai tre avventurieri, origliando la loro conversazione; a quanto pare erano intenzionati ad esplorare la torre di pietra, chiamandola torre di Durlag, fantasticando sugli incredibili tesori, e pericoli, celati al suo interno.
Finito di mangiare e rifocillatosi il gruppo decise di organizzarsi e discutere in una delle tre stanze messe a disposizione da Chalitra; DK informò il gruppo sulle sue conoscenze della torre:
"Questa torre fu costruita dall’eroe nanico Durlag Trollkiller. Esso era afflitto da quello che i nani chiamano Occhiodoro, una irrefrenabile e smodata passione per i tesori. Negli ultimi anni della sua carriera Durlag si rinchiuse nella sua fortezza per creare un “dono” per i futuri avventurieri. Si dice che la torre sia talmente piena di tesori magici da far venire la nausea a chi provi a indagare magicamente su di essa. Nessuno però che sia entrato è mai uscito per raccontare cosa nasconda la torre, mostri compresi. Si narra che persino un drago sia rimasto intrappolato al suo interno, superato in astuzia dalla torre stessa e sia furioso per essere diventato infine un’altra trappola per i prossimi visitatori."
Finito il racconto il gruppo, sopraffatto dalla stanchezza, decise di concedersi il meritato riposo, non prima però di apportare qualche protezione.
Belegar evocò magicamente un gufo che, insieme al corvo famiglio di Adomorn, cominciarono a pattugliare il cielo sopra la locanda.
Dopo poche ore di sonno tuttavia DK e Janos furono svegliati di soprassalto da un urlo di donna, straziante, proveniente dall’esterno dell’edificio.
Janos mise in fretta e furia la sua armatura e lanciatosi, forse con troppa avventatezza, dalla finestra della sua camera al primo piano atterrò indenne nella strada sottostante.
Dorgan intanto corse a chiamare il resto del gruppo, che ancora dormiva beatamente.
Janos e Ungrim, attirati dal forte odore di sangue nell’aria, si affrettarono a vedere cosa stesse succedendo e la scena che si presentò loro davanti fu piuttosto cruenta: quattro scheletri animati, armati di armi rugginose, stavano scuoiando e sventrando quello che sembrava un corpo umano, o quello che ne rimaneva. Sembravano quasi intenti a tirare fuori lo scheletro da quel corpo.
Il gruppo cominciò una dura lotta contro i non morti, riuscendo infine a vincere.
Adamorn e Belegar cominciarono ad esaminare la scena del delitto mentre un’ombra attirò l’attenzione di Janos, Asalyn e DK. L’ombra si rivelò essere uno quinto scheletro, che tutto defilato e ignorando il combattimento, si dirigeva verso una meta sconosciuta. Janos con un terribile colpo abbatté il non morto e Asalyn notò e raccolse una pergamena tenuta tra le sue ossute dita. Dopo aver indagato magicamente che la pergamena fosse sicura la aprì, leggendo il suo contenuto, scritto nella lingua comune. La lettera recitava:
"Venite al più presto G. assieme al mio seguace, il rituale dell’iniziazione è pronto e presto diventerete anche voi un sacerdote a pieni poteri. V."
Mentre il gruppo era intento a fare il punto della situazione veniva sorpreso da un duo di guardie che, allarmate dal baccano del combattimento, si precipitarono sul luogo dello scontro.
Inizialmente diffidenti verso il gruppo, infine si convinsero della loro innocenza ed anzi fu elogiato dal capo delle guardie, giunto anch’esso a controllare la situazione.
Graward, questo era il suo nome, si complimentò con il gruppo ma intimò loro anche di farsi da parte in modo che potessero svolgere il loro lavoro, convincendo con le sue parole il gruppo, anche con la promessa di una ricompensa.
Asalyn non potè fare a meno di notare che sopra l’armatura di metallo con il simbolo del grifone, Graward sfoggiava un simbolo sacro di Thyr, divinità buona della giustizia, riconoscendolo come un chierico del dio.
Il gruppo, non prima di aver raccolto alcune prove, in particolare Adamorn che raccolse delle ossa di non morto, si diressero alla locanda della Luna Argentea; quindi, non prima di aver rassicurato Chalitra e le proprie figlie, decisero di riposarsi a turni, per poi fare il punto della situazione l’indomani a mente riposata.

CAPITOLO 2

Quella mattina il gruppo si svegliò discretamente riposato nonstante la pessima avventura nottura. Dopo aver espletato la routine mattutina il gruppo scese al piano inferiore della locanda per mettere qualcosa sotto i denti e parlare del recente avvenimento tranne Adomorn che decise di rimare nella sua stanza per poter esaminare con calma le ossa recuperate dai non morti sconfitti. Chalitra accolse il gruppo con un’aria piutosto stanca e poco riposata, portando loro del latte caldo, pane appena sfornato e formaggio. Probabilmente non aveva dormito molto a causa dell’accaduto.
Assaporando l’ottimo pasto il gruppo decise il da farsi per le prossime ore: Belegar e Janos si sarebbero diretti al palazzo del signore locale, Asalyn alla gendarmeria per parlare con Graward mentre Dorgan sarebbe rimasto in locanda a controllare che Chalitra e figlie non fossero in pericolo, offrendosi come guardia del corpo.
Nel mentre Asalyn non potè fare a meno di notare che i tre avventurieri che il giorno prima erano seduti al tavolo vicino a loro erano assenti. Facendo notare la cosa al resto del gruppo Janos andò a chiedere informazioni a Chalitra. L’elfa rispose piuttosto scocciata che quei tre furfanti era scappati nel cuore della notte senza finire di saldare il loro conto!
Janos si offrì di parlare della cosa alle autorità, e magari di dargli una lezione in caso li avessero nuovamente incontrati!
Il gruppo quindi si divise, dandosi appuntamento alla locanda per l’ora di pranzo; Janos e Belegar si avviarono verso il palazzo di Lord Graorin, percorrendo la via principale che portava esattamente alle porte dell’edificio. Prima però decisero di esaminare le tracce lasciate dagli scheletri, per capire da dove venissero e dove stessero andando; purtroppo la ricerca fu infruttuosa.
Il palazzo signorile era imponente a confronto delle altre abitazioni, con piccole mura protettive costruite attorno e un cancello in ferro battuto sorvegliato da due guardie cittadine. Janos sapeva di poter accedere tranquillamente al palazzo essendosi informato precedentemente da Chalitra sulle abitudini del Lord; solitamente di prima mattina egli accoglieva a palazzo gli abitanti di Greenest per fungere da mediatore imparziale nelle dispute cittadine, di solito legate a fattori economici o faide familiari.
I due vennero accolti dalle guardie, che li fecero entrare a patto di consegnare loro le proprie armi; Ungrim dovette aspettare fuori.
Entrando nel cortile i due notarono l’incurie del giardino del palazzo; entrati nell’edificio e superato un piccolo disimpegno si ritrovarono al cospetto di Lord Graorin. Il signore di Greenest era di razza umana e si presentava come un uomo sulla trentina, molto magro e dall’aspetto sciupato, quasi malato. I capelli neri erano lunghi fino alle spalle e molto trasandati, la barba era incolta e profonde occhiaie segnavano il suo volto dalla carnagione pallida.
Sedeva su un seggio di legno intagliato ormai consunto dal tempo, posato al centro di un’ampia sala; alle sue spalle due rampe di scale portavano ai piani superiori, mentre ai lati delle colonne fungevano da divisori per vetusti quadri e busti ricoperti da anni di polvere. Tutto l’ambiente aveva un che di trascurato e non vi era traccia di domestiche o personale di servizio, escluse due guardie poste ai lati del seggio.
Come i due si avvicinarono il signore del palazzo emise una sentenza a due contadi inerente a chi dovesse della terra a chi; dopo aver congedato i due le guardie fecero segno a Janos e Belegar di avvicinarsi.
Graorin squadrò i due, esclamando: “Chi siete voi? Non vi ho mai visto da queste parti, siete viandanti?”
“Si Lord Graorin” rispose Janos, “siamo un gruppo di avventurieri che per caso si sono trovati a passare per la vostra cittadina e sempre per caso, o sfortuna, abbiamo assistito a qualcosa di spiacevole.”
L’uomo cominciò a raccontare insieme al nanico compagno le vicende accadute la sera prima, di come una persona sia stata aggredita da dei non morti e loro li abbiano sconfitti.
Il lord ascoltò con aria piuttosto annoiata il discorso, quindi li interruppe esclamando “ Quindi ora vorrete una ricompensa immagino…”
“No”, esclamò Belegar, “ma vorremmo aiutare la vostra città!”
Graorin con fare molto scocciato rispose: “ Quindi voi siete venuti fin da me per tediarmi con discorsi e problemi di cui può occuparsi benissimo la mia guardia cittadina? Insomma non fatemi perdere altro tempo, uscite dalla mia dimora! Se volete del denaro per il vostro operato di ieri passate da Graward alla gendarmeria!” e detto questo gli fece cenno con la mano di andarsene.
I due, un po’ perplessi, obbedirono e uscirono dal palazzo.
Nel mentre Asalyn raggiunse la caserma del corpo di guardia cittadina, situata poco distante dal palazzo del Lord. Subito un rumore di colpi metallici e grida cominciò a riempire l’aria. L’elfa guardando bene oltre il semplice edificio di pietra a forma di scatola, notò svariati membri della guardia allenarsi tra loro nell’arte della scherma, uno contro l’altro o contro dei manichini d’allenamento in paglia.
La ragazza bussò alla porta della caserma e una voce familiare la invitò ad entrare. All’interno dell’edificio, in una piccola stanza contenente giusto un mobile e poco altro, Graward sedeva su una sedia dall’ampio schienale dietro una piccola scrivania in legno, letteralmente invasa di pergamene e altri fogli. Subito l’uomo si alzò per salutare Asalyn, andandole incontro.
“Benvenuta” disse, prendendo la mano della giovane e baciandone il dorso “posso offrirle un po’ di vino signorina? Scusi la scortesia ma non credo di sapere il vostro nome!”
“A-a-asalys M-marfael” rispose lei un po’ imbarazzata, ma ricomponendosi subito continuò “no grazie, non bevo!”
“Un vero peccato” continuo lui, versandosi del vino in un bicchiere. Quindi dopo aver assaporato un sorso continuò “siete venuta qui per la ricompensa? A proposito, dove sono i vostri compagni di viaggio?”
Asalyn cercò le parole da dire, quindi rispose: “Avevano delle commissioni da fare, nulla di importante”
“Capisco” disse l’uomo “molto bene, posso accennare a voi dunque il motivo per cui vi ho convocato oggi… Avrei un incarico da proporvi, ma preferisco che ne parliamo quando sarete riuniti. Ora perdonate la mia scortesia ma avrei del lavoro da portare a termine; se volete passare nel primo pomeriggio sarei lieto di parlare con voi della missione!”
La ragazza acconsentì e uscì dal locale, dirigendosi verso la via principale di Greenest.
Nello stesso momento Adomorn fece una scoperta interessante; grazie alla sua abilità alchemica riuscì ad analizzare le ossa, scoprendo che esse appartenevano ad un membro della sua stessa razza, un elfo. Inoltre erano molto antiche, probabilmente vecchie di centinaia di anni! Ma la cosa che lo turbò fu la conferma che quelle ossa emanavano residui di magia necromantica, segno che qualcuno aveva dato vita a quei corpi morti da secoli.
Intanto Dorgan sedeva al tavolo della locanda, accordando il suo amato mandolino, quando Chalitra si avvicinò a lui.
“Mi spiace chiedertelo ma avrei bisogno di un favore” gli disse “su, al piano di sopra, c’è un armadio che sarebbe da spostare. Purtroppo è troppo pesante per me, posso chiederti di aiutarmi?”
“Certamente!” rispose lo gnomo carico di spirito d’altruismo.
I due salirono per le scale fino ad una camera piuttosto separata, in disparte, rispetto alle altre. In fondo al corridoio vi erano tre porte.
“ Probabilmente le stanze private delle componenti della famiglia che gestisce la locanda” pensò DK.
L’elfa aprì la porta della stanza centrale, indicando allo gnomo un armadio puittosto volumino dal’altra parte della stanza. “Eccolo è quello!” disse Chalitra indicandolo.
Dorgan si avviò nella stanza quando sentì la porta chiudersi alle sue spalle! Girandosi di scatto vide l’elfa chiudere a chiave la porta, per poi avvicinarsi con fare sensuale e dire: “sai, in realtà quell’armadio sta bene li dov’è”;quindi comiciò a sfilarsi una spallina del lungo vestito scoprendo una spalla.
DK deglutì la saliva che cominciava ad abbondare mentre la donna continuò ad avvicinarsi.
“Sai, ho veramente tanto, tanto apprezzato la tua musica ieri. Mi ha rapito il cuore!” e mentre diceva questo sfilò la seconda spallina, lasciando scivolare dolcemente il vestito fino a terra, rimanendo completamente nuda di fronte a lui.
I due si coricarono nel letto di lei, consumando un atto di passione che durò a lungo.
Nel frattempo Adomorn, dopo aver riposto le sue cose, scese al piano inferiore della locanda, dove venne accolto da una delle figlie di Chalitra, che gli servì un’abbondante colazione. Di li a pochi minuti scese le scale anche DK, con aria piuttosto provata.
“Che ti è successo amico mio?” chiese lo stregone.
“Eh, ho spostato un sacco di armadi…” rispose DK.
Adomorn guardò in modo perplesso lo gnomo, finchè ogni suo dubbio fu fugato qundo Chalitra scese anch’essa al piano si sotto, capelli in disordine e cercando di aggiustarsi il vestito.
Al che un sorriso si stampò sulla faccia dell’elfo “Armadi eh?”
Un silenzio imbarazzante scese tra i due, fortunatamente interrotto dal resto del gruppo che rientrò poco dopo. Asalyn, Janos e Belegar si erano incontrati a metà strada, decidendo quindi di tornare in locanda per riunirsi.
Informati tutti degli ultimi avvenimenti il gruppo si diresse alla gendarmeria, per sentire la proposta di Graward.
Il chierico accolse il gruppo all’interno del suo “ufficio”, quindi prese la parola.
“Prima di tutto vi vorrei ringraziare per l’intervento dell’altra notte, anche se purtroppo non è bastato a salvare la vita di quella povera ragazza. Cosa più importante però” continuò “ho una missione da affidarvi, se accetterete sarete ben rincompensati!”
“Come avete visto la nostra piccola cittadina è flagellata dalla piaga dei non morti! Qualcosa li sta risvegliando e sembra non avere fine… Tutti gli indizi da noi raccolti dimostrando che i non morti arrivano dalle antiche catacombe di Elewen, situate nei meandri dei Picchi delle Nuvole. Quello che vi chiedo è di recarvi sul posto, scoprire cosa sta succedendo e tornare a riferire quello che avete scoperto! Purtoppo io e i miei soldati siamo impegnati a tempo pieno nella difesa cittadina, non possiamo allontanarci! Per questo compito vi pagheremo 500 monete d’oro a testa.”
Il gruppo accettò l’incarico, chiedendo però un anticipo sul compenso. Dopo una piccola contrattazione ricevettero un anticipo e una pergamena con il sigillo personale di Graward che garantiva al gruppo degli sconti presso i vari esercizi della città.
Prima di andare via Janos informò il capo delle guardie del trio di malfattori che la sera prima aveva ingannato la padrona della Luna Argentea.
La prossima tappa sarebbe stata le antiche catacombe di Elewen ma prima il gruppo decise di migliorare il proprio equipaggiamento, grazie ai soldi ricevuti.
In questo modo fecero la conoscenza di Storn, il fabbro nano possessore della fucina della città, che promise di migliorare le loro armi tenendosele per quella notte.
Passarono anche dalla bottega di Erriss, un emporio fornito di tutto e un po’ gestito da uno scorbutico gnomo, vistosamente infastidito dal dover concedere uno sconto sulle sue merci.
Infine, dovendo anche aspettare che le loro armi fossero pronte, tornarono alla locanda, dove si rifocillarono e riposarono per il giorno seguente.


#2

Edo PLEASE dovevi essere un Cavaliere Mezzodrago e farti chiamare DK perché sei il Dragon Knight.

Queste cose da te non me le aspetto.

0/10

Almeno suoni del buon rock?


#3

Famoso Mandolino da rocker vero.

Il cavaliere mezzodrago non l’ho letto tra i pg, lo avrei fatto quasi sicuramente.


#4

stavi forse citando il primo film di sherlock holmes?

e anche la storia di un nano che accumula un grande tesoro che attira un drago mi sembra di averla già sentita :joy:


#5

Credo sia la storia di Fafnir, veniva in mente anche a me durante la sessione lol

Comunque divertentissimo! ci hai fatti sembrare quasi seri qua @Zelgadis


#6

Hai colto la citazione, per la torre di Durlag è realmente così nell’ambientazione di forgotten realms, probabilmente gli autori volevano omaggiare Tolkien :slight_smile:


#7

Mannagia che i pg sono 5 altrimenti avrei potuto fare con questa storia vari dungeon di Arcane Quest XD Va beh,bella storia comunque :wink:


#8

Oh, continuate che mi piace alquanto ù_§


#9

Appena possibile! Fidati che anche noi vogliamo continuare ma siamo sparsi per il mondo tipo sfere del drago ahahahah e organizzarci tutti con i diversi impegni è difficile (studio, lavoro, pasqua, impegni vari)


#10

@Zelgadis devi scrivere qua la roba


#11

eh si! :scream:


#12

Scusate il doppio post, primo post aggiornato con il capitolo due dell’avventura, buona lettura :wink:


#13

Continuaaaa!!! @Zelgadis


#14

Aspettando il riepilogo