Che titolo del cavolo è "Il cammino di un cacciatore"?


#1

Un titolo ricco di immaginazione tirato fuori senza nemmeno averci pensato molto dal momento che io prima ho scritto il capitolo e poi mi son detto “E mo?”. Sinceramente non volevo infilarla tra le cose “serie” ma mi dispiaceva gettarlo nella Thrash Zone, così, visto che avevamo 'sta sezione, ho dovuto metterla qui dal momento che l’idea di non portarla sul forum per niente non si è fatta sentire molto spesso.
L’idea è nata perché la gente mi diceva che quando mi mettevo a scrivere cose serie [eventi più unici che rari] scrivevo cose veramente fighe, il problema è che io mi rompo a scrivere cose serie e, normalmente, quel che scrivo mi fa schifo ma VA BEH, lo porto di qua così tra qualche tempo potrò tornare qui a rileggerlo e dire “Cavolo, faceva davvero cagare!”.
Se non avete ancora smesso di leggere, voialtri che bazzicate sul forum, warning: Lo reputo davvero un cesso, soprattutto la parte 1, ed è pure andata bene che io abbia per sbaglio cancellato la parte 3 in modo da non fargli mai vedere la luce [Anche se mi dispiace visto quanto tempo c’avevo messo a scriverla. Ti rivedrò all’inferno.]. Vi ho avvertiti.


Il mio medico ha detto che stare troppo rintanato in casa al buio al computer e con la schiena ricurva fa male alla salute, pertanto, dal momento che ritengo abbia ragione, gli ho consigliato di uscire più spesso di casa mentre io impiegherò il mio tempo a scrivere cose, perché ho deciso che mi va, anche se probabilmente non verrà seguito. Ah, finalmente una storia dove posso scrivere il che mi pare senza dovermi preoccupare di spiegare passo per passo come registrarsi su qualche sito cine-giapponese per riuscire a giocare a Monster Hunter Online Portable 10/6 G. Ma non dilunghiamoci troppo in queste cavolate e cominciamo a scrivere cose serie. In questa storia parlerò di tre ragazzi, cui non ho ancora scelto il nome ma me li farò venire via via che scrivo, e delle loro avventure nel magggico mondo di Monstah Huntah. Partiamo!

Se questo è un inizio

“Monster Hunter, cacciatori di mostri, è grazie a loro se possiamo vivere le nostre vite in tranquillità, mangiare ogni giorno e sviluppare i nostri villaggi. Mio padre fu uno di essi, non smetteva mai di parlarmi di quella volta a Poke in cui riuscì ad uccidere un Lao-Shan, uno dei più grandi e temuti draghi anziani, con la sua fidata spada e scudo. Da lui imparai tanto e quando crebbi abbastanza da imbracciare un’arma decisi di seguire le sue orme e diventare un grande cacciatore, un cacciatore così grande da meritare una statua al centro del vill-”

”Che fai Ryan?”

Sobbalzai facendo cadere il diario a terra, anche senza girarmi potevo immaginare chi fosse l’intruso della situazione.

“Mia ti ho detto migliaia di volte che non devi apparire così all’improvviso nella mia stanza!”

“E di cosa ti preoccupi? Tanto oggi i tuoi genitori sono fuori e non rientreranno tanto presto” Dice avvicinandosi pericolosamente alla mia faccia, con successiva fragorosa risata notando il mio arrossire. Non perde mai occasione di prendermi in giro.

“Hai scritto Pokke con una K sola.” Appunto… Solo ora mi accorgo che aveva raccolto il mio diario e che stava leggendo senza troppe preoccupazioni quel che avevo scritto sinora.

“Chi ti ha detto che potevi leggerlo!” Mi lancio al recupero ma la sua mano sulla mia faccia me lo impedisce mentre con l’altro continua a reggere il mio diario per leggerlo indisturbata.

“Un Lao-Shan? Quel vecchio bacucco?”

“Ammetto di avere anche io i miei dubbi a riguardo ma cosa costa credergli una volta tanto, ne sembra così orgoglioso.”

“Più che altro, come uccidi un Lao Shan con una spada e scudo? Male che vada il massimo che puoi fare è infilargliela nell’occhio”

“Perché non ti sembra strano che lui da solo abbia affrontato un drago anziano quando vi era in gioco un intero villaggio che brulica di cacciatori esperti?”

“Mh, touché.”

Mentre cerco di recuperare il mio diario veniamo interrotti dall’arrivo di un Tito senza fiato e sudato fradicio.

“Ragazzi! Dovete… Dovete anf Dovete assolutamente vedere questa cosa! Dai venite! Venite!”

Nemmeno il tempo di rispondere e di capire cosa Khezu volesse che era già all’uscita di Moga. Sempre stato un tipo frenetico. Nota a me stesso: Tenere Tito alla larga di droghe demoniache o super/megasucchi.

“Sembrava più eccitato del solito, dai andiamo a vedere cos’ha da mostrarci!” Dice Mia uscendo da camera mia e lanciando all’indietro il mio diario.

“E vediamo” E così dicendo mi accodo ai due.

Veniamo portati non troppo lontano dal villaggio e fatti nascondere dentro un cespuglio in attesa di qualcosa mentre Tito fremeva visibilmente divertito.

“Ecco!!” Esclama Tito all’arrivo di un Jaggi.

“… Si, è un Jaggi, e quindi? Non ne abbiamo ancora mai cacciato uno ma se ne vedono spesso a giro” Dico piuttosto annoiato.

“Aspetta aspetta, non è quello, guardalo eh, non staccare gli occhi da lui per neanche un secondo” Risponde sempre più divertito.

Mi metto quindi a fissare il Jaggi commentando nella mia testa quello a cui sto assistendo.

“ Wow, che creatura maestosa. Guarda come una mosca gli si posa sul cranio, disturbandolo, e come si gira in tutte le direzioni per cercare di capire cosa fosse stato. Perché sto fissando una creatura così stupida. Ora ha notato una cosa per terra che sembra incuriosirlo parecchio. Come minimo è un sasso. Comunque una cosa con probabilmente più neuroni di lui. Qualunque cosa sia l’ha preso con la bocca e ora lo sta ingoiand-” I miei pensieri vengono interrotti da un forte botto proveniente dal Jaggi il quale inizia a sputare fumo e a correre lontano verso non si sa bene quale direzione, accompagnato dalla ormai incontenibile risata di Tito. Io e Mia rimaniamo qualche secondo in silenzio a sperare che Tito riprenda fiato e cercando di capire cosa fosse successo.

“Ok. Cosa diavolo è successo?” Sbotta infine Mia

“Me lo ha insegnato mio padre” racconta Tito. “Si chiama Arrowana-scoppio, è uno strano pesce che quando viene schiacciato o tagliato esplode! I cacciatori più esperti lo usano per aumentare la potenza di fuoco delle loro bombe, gli è capitato di trovarne un paio a buon prezzo dal pescivendolo e quindi mi ha insegnato come vengono usati.”

Suo padre è un alchimista con una certa esperienza alle spalle, e sapere che tipo di persona non esattamente brillante sia Tito mi spaventa alquanto dal momento che è previsto sia mio compagno durante le battute di caccia. Posso già immaginarci in marcia con lo zaino sulle spalle, sentire dopo ore di camminata su impervie montagne lo stesso suono sentito poco fa, girarci e vedere il suo zaino in fumo assieme alle nostre pozioni ed erbe curative.

Mia notando il mio sguardo preoccupato mi si rivolge sorridendo:

“Dai alla mala puoi sempre recuperare te i materiali andati in fumo per tutti.”

La maledetta mi legge nel pensiero.

“Già che siamo qui andiamo a pescare qualcosa.” Continua poi.

-Andiamo a pescare-… Più corretto -Pescate voi mentre io vi guardo e vi giudico-, e dal momento che Tito spera ancora di pescare qualcosa usando una rana come esca l’unico in grado di tirare sù qualcosa rimango io. Va beh. Mi incammino assieme ai due al nostro solito punto di pesca con la speranza che qualcosa abbocchi davvero. Almeno posso stare tranquillo sapendo che questa storia non si interromperà a caso mentre viene scri

L’angolo di sfogo dei personaggi

Ryan: < No, davvero? Ha davvero interrotto la storia così? Senza nemmeno un punto, un “fine” o cosa?>

Mia: < Perché non hai notato che ha cambiato il metodo per far capire al lettore chi sta parlando, sembra la chat di gioco.>

Ryan: < Suppongo speri che i lettori gli possano dire se preferiscono che i discorsi diretti vengano scritti così o in stile più da libro serio.>

Mia: < Come se sapesse fare realmente qualcosa in maniera seria, è già tanto se non ha infilato parolacce ovunque.>

Ryan: < Ah credo che stia risparmiando tutto quello che ha per quando parli te. Che gioco comunque?>

Mia: < Questo gioco, come fai a non arrivarci “nome-intelligente”.>

Ryan: < Ah perché Mia è un nome che ha richiesto pensieri approfonditi perché venisse scelto.>

Mia: < Hey almeno per scegliere il mio l’autore è andato a googlare “nomi femminili stranieri”, Tito più che altro, nonostante a differenza del nostro non sia monosillabe, che razza di nome è Tito?>

Tito: < A me piace, però l’autore è ancora indeciso se cambiarmelo o lasciarlo così.>

Ryan: < Mica può cambiare i nomi dei personaggi a caso mentre scrive le cose, oltretutto queste cose verranno lette da chi segue la pagina.>

Mia: < Perché tu credi che questa cosa verrà seriamente pubblicata?>

Tito: < Perché non dovrebbe?>

Mia: < Tito, è una storia scritta perché all’autore andava, non ha una trama, non fa ridere, non appassiona, i periodi sono a caso, probabilmente conterrà errori che faranno incavolare i fan della serie perché sempre l’autore non ha avuto voglia di ricontrollare, forse forse la grammatica può andare bene e non è successo assolutamente nulla finora eccetto il Jaggi a cui hai fatto scoppiare il pesce in bocca. Anche venisse pubblicata chi la seguirebbe secondo te?>

Ryan: < Oltretutto non ha descritto minimamente i personaggi, sappiamo solo che Mia è una rompiscatole schiavista e che Tito è matto da legare.>

Mia: < E che tu sei uno sfigato.>

Ryan: < Ecco.>

Tito: < Va beh, abbiamo appena iniziato, magari più avanti succede qualcosa.>

Ryan: < Come no… Comunque, io ho la carnagione chiara, gli occhi castani e i capelli biondi, corti con un ciuffetto al lato destro, Mia stessa carnagione più o meno, è leggermente più alta di me, ha gli occhi anche lei castani, capelli di ancora non si sa che colore che porta lunghi fino alle spalle e Tito è leggermente più basso di me, più abbronzato, occhi neri e con la capa pelata se non per quel ciuffo che gli scappa dal centro della testa.>

Mia: < Che metodo conveniente di descrivere i personaggi.>

Ryan: < Beh almeno così sanno più o meno come immaginarci. Rispettivamente le età invece sono Io 18 anni, Mia 17 e Tito 19>.

Mia: < TITO è PIù GRANDE DI ME?>

Ryan:< Si, e non urlare che a scrivere maiuscolo le lettere accentate vengono minuscole e sono brutte da vedere.>

Mia: < Sai cosa costerebbe all’autore a cercarle su Google e fare un copia-incolla.>

Ryan: < Parliamo pur sempre dello stesso tizio che non ha ancora dato un titolo a questa storia.>

Mia: < Almeno quello lo troverà prima di pubblicarla. Almeno mi auguro.>

Ryan: < Vai a sapere, sai com’è fatto. “Ossa fai qui”, “Raizen fai là”, “Zaitor puzzi” ma per conto suo non fa mai niente di utile, guarda come invece di cercare metodi per migliorare la community sta scrivendo queste cose.>

Mia: < Perché devo far parte di una delle sue storie…>

Ryan: < Ma a regola almeno le cacce vere e proprie intende farle serie.>

Mia: < E tu come lo sapresti?>

Ryan: < Ho acceso il suo pc e letto il file .txt dove scriveva come intendeva fare il tutto.>

Mia: < Ma non aveva una password quel coso?>

Ryan: < Si ma se usa “ZuccherinoLove” come pass…>

Mia: < Ha davvero bisogno di una ragazza quello…>

Ryan: < Tito!>

Tito: < Cosa?>

Ryan: < Non. Leccare. Quel fungo. Per nessuna ragione!>

Tito: < Sei pazzo? Se lecco un fungo stimolante chissà cosa potrebbe succedermi.>

Ryan: < Appunto. Con te non si può mai essere sicuri. Chissà che idee strane ti passano per quella testa.>

Tito: < Ma veramente nessuna. Ah aspettate! Eccone una strana! E se l’autore facesse questa storia divisa in capitoli?>

Ryan & Mia: < TITO NO!>

Fine parte 1


#2

… Vorrei tanto ci fossero parole per descrivere questa storia… Non mi viene in mente niente… L’unica cosa è che mi è piaciuta


#3

È una vaccata.
Parte 2, fortunatamente non mi si sta ripresentando l’intenzione di ri-scrivere la parte 3 che avevo erroneamente cancellato.


Ryan: < L’ha davvero pubblicata.>

Mia: < Qualcuno l’ha davvero letta.>

Ryan: < Macchè, quei due mi piace sono stati messi tanto per far contento l’autore, figurati se hanno seriamente letto quanto scritto nel capitolo 1.”>

Mia: < Se non altro ha davvero trovato un titolo. E che titolo.>

Ryan: < Comprendo che il suo obiettivo sia quello di raccontare la storia di un cacciatore che inizia sapendo ben poca roba, cresce e diventa un cacciatore migliore, così come è successo a chiunque la prima volta che ha preso in mano un gioco della serie ma… “Il cammino di un cacciatore”… Wow, fresco ed originale.>

Mia: < Ed ha passato ben 10 minuti a pensarci con l’aiuto del sito dei sinonimi e contrari.>

Ryan: < Spero Tito avesse ragione sul fatto che questa storia può ancora migliorare. A proposito, dov’è Tito? Non mi sento a mio agio quando è troppo silenzioso, significa che sta smanettando con qualcosa di pericoloso.>

Devis: < La volete far iniziare ‘sta storia o no?>

Ryan: < E tu chi sei?>

Devis: < Un personaggio che deve ancora comparire, ma non posso farlo se non vi zittate e fate riprendere la storia all’autore.>

Ryan: < Ok, scusa, dai cominciamo.>

Mettiamoci a pesca!

E quindi, raggiunto il nostro posto abituale, ci siamo messi a pescare dopo aver recuperato qualche verme ed una rana da sotto un tronco non troppo lontano. Mi è sempre piaciuto questo posto, è così silenzioso e rilassante, il mare è sempre calmo, i raggi di sole delicati e caldi, potrei benissimo addormentarmi se non fosse per una vocina che da dietro continua a disturbarmi dandomi direttive sul come lanciare un amo e dove. Mi giro verso di lei scocciato.

Ryan: < Perché non prendi una canna da pesca, un verme ed inizi a pescare anche te visto che sei tanta brava?>

Mia: < Ma sei scemo? Mi rifiuto di prendere in mano uno di quei vermi schifosi, te ci somiglierai e quindi non ti fanno tanta impressione ma io sono una ragazza raffinata, mph.>

La tentazione di lanciargliene uno addosso e poi correre come il Jaggi del capitolo precedente.

Mia: < Comunque pare l’autore abbia deciso di scrivere i discorsi diretti in formato chat di gioco. Non mi dispiace, si capisce subito chi parla e quando dobbiamo intavolare una discussione non è pesante passare di persona in persona.>

Ryan: < Si, devo dire che non è male. Più che altro, Tito si è tenuto il suo nome.>

Mia: < L’autore non avrà avuto voglia di cambiarglielo, in fondo penso gli si addica un nome simile.>

Ryan: < Pure io, ora però chiudiamo questa parentesi e cerchiamo di non rompere più di tanto la quarta parete.>

Mia: < Ok.>

E detto questo tornammo a quel che stavamo facendo prima. Io mezzo appisolato a guardare il galleggiante della mia canna senza sperare davvero che qualcosa abbocchi, Mia credo a continuare a dirmi come fare le cose, non son sicuro, la sua voce è un suono che dopo anni di convivenza son riuscito ad escludere dal resto, e Tito a fissare paziente e sorridente il suo galleggiante avente come esca una rana. Seriamente, è così immerso nelle cose che fa che se un Melynx gli rubasse gli stessi pantaloncini che indossa in questo preciso momento, non se ne accorgerebbe minimamente. So che gliel’ho chiesto un quantitativo indeterminato di volte sperando di ricevere una risposta sensata ma decido di farlo nuovamente.

Ryan: < Tito ma cos’è esattamente che speri di tirare su con una rana?>

Tito: < Un pesce grandissimo!>

Ryan: < Quanto grande?>

Tito: < Tanto grande!>

Chiuso nella testa di Tito dev’esserci un bambino, o almeno in questo caso un Felyne affamato.

Ryan: < Se un pesce “tanto grande” abboccasse davvero come spereresti di tirarlo su?>

Tito rimane in silenzio per qualche secondo, forse a pensarci, prima di rispondere sorridendo:

Tito: < Lo tiro su!>

L’innocenza ha un limite Tito…

Mia: < Strano che oggi non ci siano Epioth a giro> Fa notare Mia dopo qualche altro attimo di silenzio.

Mezzo addormentato com’ero non ci avevo fatto caso, non c’è davvero un singolo Epioth in zona. Sbadiglio e ipotizzo.

Ryan: < Sarà la stagione degli amori o qualcosa del genere dove se ne stanno rintanati sott’acqua.>

Mia: < Mh. Probabile. Comunque quest’autore sta facendo un casino con i dialoghi, deve decidere come vuole narrare la storia.>

Ryan: < Secondo me è perché gli piacerebbe farlo in stile manga ma non è capace a disegnare. In ogni caso si era detto di non rompere la quarta parete.>

Mia: < Una volta ogni tanto che male può fare?>

Ryan: < Abbiamo l’angolo in fondo al capitolo per quello, perché non ti metti buona, zitta e ferma a fissare qualcosa come Tito? Accovacciato in quella maniera a fissare quel galleggiante sembra lui la rana.>

Mia: < Non fargliele notare queste cose, chissà che poi non voglia provare ad usare sé stesso come esca.>

Mi scappa una piccola risata immaginandomi Tito seguire realmente questa idea, piuttosto perché credo anche io potrebbe farlo davvero, fortuna che è troppo assorto nel suo lavoro per accorgersi del resto.

Rimaniamo ancora un po’ in silenzio ad aspettare che qualcosa abbocchi quando all’improvviso Tito viene trascinato in acqua dalla canna che stava reggendo. Segue un attimo a mio parere infinito, poi, mosso dall’istinto, lancio da parte la mia canna e mi butto a mia volta in acqua mentre Mia rimane pietrificata sulla sponda con le mani sulla bocca. Una volta dentro vedo subito Tito di spalle, illeso, a guardare davanti a lui. Non è stato trascinato tanto lontano, fortunatamente gli è passata per la testa l’idea di lasciare la presa sulla canna, mi avvicino a lui il più velocemente possibile e gli metto una mano sulla spalla per chiedere se sta bene, non un suo solo muscolo si muove in risposta, come se fosse paralizzato, fu allora che spostai lo sguardo dove era rivolto il suo e vidi cos’è che aveva catturato la sua attenzione. Un mostro, uno molto più grande di quelli che si vedono di solito nei boschi di Moga, aveva un corpo lunghissimo e si muoveva in maniera fluida ed aggraziata tra le correnti, questo fu tutto quel che vidi, tra la distanza e le ombre causate dalle macerie sommerse, mentre il mostro si allontanava. Il bisogno di ossigeno mi libera dalla stessa paralisi che aveva colpito Tito prima di me, tiro Tito per un braccio per dirgli di risalire a riprendere fiato, fortunatamente ora risponde e si accorge anche lui di non aver respirato da un po’ di tempo. Risaliamo muovendo con forza le braccia e, raggiunta la superficie, ci dirigiamo frettolosamente verso la sponda.

Ryan: < Mia! Corri presto!> Le dico a pochi metri dalla costa dove l’avevamo lasciata.

Insieme iniziamo a correre con tutte le nostre forze lontano dalla costa. Raggiungiamo un promontorio non troppo lontano dal villaggio prima di sentirci al sicuro e riprendere fiato.

Mia: < Cos’era? Cos’è successo lì?> Chiede Mia agitata.

Aspetto qualche secondo prima di risponderle, ero sfinito ed insicuro se dirglielo o meno, non sapevo come avrebbe reagito, mi girai verso di Tito per vedere come stava, si era seduto con le ginocchia verso l’alto e le stringeva tra le braccia mentre i suoi occhi erano sbarrati, fissavano un non ben definito punto davanti a lui e tremava come se avesse freddo. Non avevo mai visto Tito in condizioni simili.

Ryan: < Un mostro.> Risposi infine.

Mia: < Che mostro?>

Ryan: < Non lo so, non l’ho mai visto prima. Era enorme, era forse dieci volte più grande di un Ludroth se non di più.>

Mia rimane senza parole, dopo qualche secondo tira un sospiro e rompe il silenzio.

Mia: < Beh, almeno adesso siamo al sicuro, credo. Tito come sta? Si è fatto male?>

Ryan: < No, però come puoi vedere si comporta in maniera strana.>

Mia dà un veloce sguardo a Tito.

Mia: < Dev’essere stato lo shock, dai, torniamo al villaggio, lì si riprenderà.>

D’accordo con la proposta di Mia mi avvicino a Tito per dirgli di alzarsi ed andare verso il villaggio, non smetto di tenerlo d’occhio durante tutto il viaggio.

Arrivati al villaggio Mia corre verso Junior ad aggiornarlo dell’avvenuto mentre io e Tito rimaniamo poco più distanti ad osservare. D’un tratto Tito mi si rivolge a voce bassa.

Tito: < Hey Ryan.>

Ryan: < Cosa?>

Tito: < L’hai vista quella cosa, vero?>

Ryan: < Si. L’ho vista.> Rispondo senza nascondere un po’ di timore ricordando la scena.

Tito: < Era… Era incredibile!>

Mi giro sorpreso verso Tito, poco fa ero preoccupato per lui mentre ora sorrideva e pareva eccitato.

Tito: < Pensi… Pensi i nostri padri abbiano mai cacciato qualcosa di simile? Pensi saremo noi mai in grado di cacciarlo?>

Sorrido.

Ryan: < Chissà, magari un giorno potremmo farcela, se non veniamo mangiati prima per colpa di una rana.>

Tito: < Te l’avevo detto che prima o poi avrebbe abboccato qualcosa di grande!> Mi dice ridendo.

Ryan: < Si ma d’ora in avanti peschi con pasture o vermi sennò non arriviamo nemmeno a cacciare un Kelbi.> Rido con lui.

Nonostante probabilmente ora abbia idee ancora più strampalate di prima son contento di vedere che Tito stia bene, non è solo il nostro addetto all’alchimia, è anche l’amico in grado di far sorridere di nuovo l’intero gruppo.

Veniamo chiamati da Junior e ci viene chiesto di descrivere il mostro che avevamo visto al capovillaggio.

Capovillaggio: Ipotizza con le poche informazioni da noi riportate.

Junior: < Un Lagiacrus? Potrebbe essere problematico.>

Mia: < Che tipo di mostro è?> Chiede Mia interessata.

Junior: < Detiene il titolo di “Re dei mari” nonostante possa combattere anche a terra, è un mostro molto aggressivo con la capacità di generare elettricità grazie a degli organi situati sulla schiena. In passato abbiamo avuto non pochi problemi con una di queste bestie, spaventano tutti i pesci della zona rendendo la pesca impossibile e attaccano le navi di commercio che passano da Moga e tutti gli altri villaggi. Dovreste considerarvi fortunati ad essere riusciti a scappare senza un solo graffio.>

Mia: < Come intendete comportarvi con lui allora?>

Junior: < Beh, penso dovremo inviare una lettera alla gilda dei cacciatori per sentire se intendono darci una mano ma, sarò sincero, il nostro villaggio non ha molto da offrire, sarà difficile che qualcuno accetti di cacciare quella cosa per poco prezzo.>

Mia: < Poco prezzo? Non gli importa nulla del fatto che un mostro stia distruggendo l’intero ecosistema di un villaggio?> Disse Mia irritata.

Junior: < Beh, vedi, il mondo dei cacciatori è ben diverso da quello degli eroi, a molti di loro interessa più avere soldi in tasca rispetto al riconoscimento di un villaggio. In ogni caso non direi proprio “distruggere l’intero ecosistema del villaggio”, ci priva solo delle risorse recuperabili in mare.>

Mia: < Come fai a dire “Solo” quando il nostro villaggio stesso è costruito sul mare?>

Capovillaggio: < Basta così!> Intervenne infine il capovillaggio.

Capovillaggio: < Se qualche buon’anima intenderà aiutarci lo farà, noi non siamo in grado di fare niente, il nostro villaggio non comprende cacciatori abbastanza esperti perché possano occuparsene loro, stare qui a litigare non serve a nulla. Altrimenti perché non vi decidete a diventare voi stessi cacciatori, diventate forti e proteggete voi il villaggio?>

Mia: < Lo faremmo se la smetteste di affibbiarci missioni di raccolta funghi.>

Mia non è mai andata troppo d’accordo col capovillaggio, ogni volta che si mettono a parlare mi aspetto che da un momento ad un altro a Mia scoppi un nervo o che salti addosso al capo.

Capovillaggio: < Le missioni di raccolta sono l’A,B,C di un cacciatore provetto, s’è mai visto un cacciatore incapace di trarre vantaggio dai materiali ricavati durante le missioni?>

Mia: < Mph, abbiamo Tito per quello.>

Capovillaggio: < Allora perché non ti fai insegnare qualcosa da lui?>

Continuarono così per un po’ mentre Zuccherino finiva di scrivere la richiesta d’aiuto e la affidava ad un piccione viaggiatore. Mi avvicino a lei per interessarmi.

Ryan: < Dove è diretta? La richiesta che hai mandato.>

Zuccherino: < A Loc Lac. Non ci sono mai stata ma è una città enorme piena di commercianti e cacciatori in ogni angolo, in un posto così grande spero ci sia qualcuno disposto ad aiutarci.>

Ryan: < Quanto tempo passerà prima che la richiesta possa essere esposta laggiù?>

Zuccherino ci pensa un po’.

Zuccherino: < Sinceramente non ne ho idea, c’è anche la possibilità che il piccione venga mangiato da un Rathalos di passaggio e non arrivi mai a destinazione, in ogni caso non credo riceveremo una risposta prima di domani, ormai sta calando il sole.>

Mi giro a guardare il cielo, non mi ero reso conto di quanto tempo fosse passato con tutti gli avvenimenti della giornata.

Zuccherino: < Hai avuto paura?>

Mi coglie impreparato con una domanda simile tirata fuori sul momento. Mi sarebbe piaciuto fare la figura del duro, dire: “Pff, paura? Io? Macché, è lui quello che avrebbe dovuto avere paura! Gli è andata bene che non avevo un’arma a portata di mano!” ma quell’evento aveva scosso anche me.

Ryan: < Ah, beh… Io…>

Mi sorride dolcemente.

Zuccherino: < Dai è normale, un incontro ravvicinato con un Lagiacrus toglie il fiato anche al più coraggioso dei cacciatori.>

Consolante… Oppure preoccupante?

Mia: < RYAN!>

Nemmeno il tempo pensarci seriamente che Mia mi distrugge un timpano.

Ryan: < CHE C’È?> Rispondo a tono.

Mia: < Guarda! Guarda qua!> Saltella eccitata sventolando un pezzo di carta sulla mia faccia.

Ryan: < Cosa guardo se non stai ferma!> Glielo strappo di mano per leggere cosa ci fosse scritto.

Ryan: < “Richiesta caccia cinque Jaggi”?> Leggo a voce.

Mia: < Già! Sono riuscita a convincere il vecchio a darci una missione seria! Mai più raccolta funghi ed erbacce!>

Convincere. Dì piuttosto che l’hai assillato fino al limite della sopportazione.

Ryan: < Oh, bene. E quando è previsto si vada a caccia?>

Mia: < Domani all’alba, quindi vai a letto presto che come ci svegliamo si parte subito!> Dice allontanandosi verso casa sua.

Ryan: < No, aspetta! Come sarebbe a dire “come ci svegliamo”? “Come ci svegliamo” è la domanda! Mia!> Nulla da fare, quando si mette le cose in testa quelle sono. Smettesse di decidere per tutti da sola.

Tito: < Si, si, magari quello lo porto, quell’altro pure, quell’altro mi può servire…>

Mi giro preoccupato sentendo Tito borbottare qualcosa tra sé e sé.

Ryan: < Che dici?>

Mi si rivolge.

Tito: < Ryan! Pensi che per quando ci svegliamo i pescatori siano già tornati?>

Ryan: < Oh, beh, suppongo di si, perché me lo ch…>

Tito: < Se hanno trovato qualche altro Arrowana-scoppio li prendo per la caccia? Ci possono servire?>

Oddio, Tito si è svegliato a quest’ora.

Ryan: < Tito no! Si tratta di una caccia semplice! Non facciamo saltare in aria tutto prima di ancora di cominciare!>

Tito: < Hai ragione! Meglio tenerli per qualche mostro più grande!>

Ryan: < Non è quello che intend…>

Tito: < COLTELLI AVVELENATI! Stasera mi faccio insegnare da mio padre come intingere nei coltelli le proprietà paralizzanti, avvelenanti e soporifere!>

Ryan: < Tito aspetta!>

Troppo tardi. Partito anche lui. Domani pare che sarà il primo giorno in cui mi metterò a cacciare seriamente qualcosa. E sapete cosa? Ho paura.

L’angolo di sfogo dei personaggi

Ryan: < L’ultima volta abbiamo parlato male del nostro autore, della sua storia cui noi facciamo, purtroppo, parte e un po’ di come sono fatti i personaggi ma abbiamo dimenticato l’unica cosa realmente importante!>

Mia: < E sarebbe?>

Ryan: < Le misure del seno di Mia!>

Mia: < …>

Ryan: < Dai, abbiamo dato un modo ai lettori per immaginarci ma tranne per il colore dei tuoi capelli non possiamo stare senza questa informazione! E poi un po’ di fanservice non guasta mai, vero Tito?>

Tito: < Fanservice? Cos’è?>

Ryan: < Esatto Tito! Dai! Allora Mia? Intendi darci le tue misure?>

Mia: < … Una sesta. È questo che i lettori vogliono sentire no?>

Ryan: < Dipende dai casi, tu perché non ci dai quelle reali? Non vedo cosa ti costi.>

Mia: < È che in questo gioco non c’è mai stata un’opzione per sceglierne le dimensioni quindi è una cosa standard. Cambiamo argomento che è meglio, com’è che quando narri la storia sei moscio moscio mentre arrivati all’angolo di sfogo diventi tanto allegro?>

Ryan: < Perché è appunto l’angolo di sfogo.>

Mia: < A-ha. Per me è di nuovo l’autore che è indeciso sul carattere dei personaggi.>

Ryan: < Tu dici? Eppure è riuscito benissimo a rendere il tuo carattere irritante come quello di pochi altri.>

Mia: < Ma che simpatico, se mi trovi tanto irritante perché non torni da Zuccherino allora visto che oggi ci parlavi tanto assieme.>

Ryan: < Ora fa pure la gelosa.>

Mia: < Gelosa? Di te? Ma fammi il piacere, dovessi scegliere Tito sarebbe centinaia di volte più attraente di te.>

Ryan: < O hai una vista terribile o hai una strana concezione di “attraente” per dire che Tito è più affascinante di m…TITO! COSA STAI FACENDO?>

Tito: < Uh? Ah nulla, è che ho trovato questo vecchio barile inutilizzato e ho deciso di provare a renderlo una bomba botte grande mettendoci dentro un po’ di polvere da sparo ricavata miscelando un fungo nitro e un’erba fuoco che tenevi su una mensol…>

*Ryan è uscito dalla stanza.

*Mia è uscita dalla stanza.

Tito: <… Ragazzi?>

Fine parte 2


#4

Mia me la immagino tipo Mei di overwatch (che sotto il cappottone è una gran f…bella ragazza)
E ciò mi fa sangue


#5

Mh, dare info di come avevo tirato fuori le cose nella parte 3 o, dopo esser uscito dall’angolo più buio della stanza, mettermi a riscriverla per, eventualmente, continuarla? Mh…


#6

Solo se poi includi anche noi


#7

Non mi ricordo perché ma laddove inizialmente non avevo intenzione di farlo [ma giusto perché non c’avevo pensato] poi ho deciso che avrei infilato qualcuno di voi a casaccio lol.


#8

Storia davvero simpatica, poi mi piace com’è scritta, fila che è un piacere. Leggerò volentierissimo qualunque altra parte pubblicherai (eventualmente) ^^

P.S.

Zuccherino & Villaggio di Moga FTW


#9

Bella! :smile: mi ha divertito e si legge in maniera fluida. L’ironia che hanno i personaggi quando dicono che non sai come sviluppare la storia mi ha fatto proprio ridere, anche perché a volte penso sia un bel problema sviluppare tutto cio’ :smile: mi farà piacere se tornerai a scriverla


#10

A dire il vero no, sai, quando ti ci metti la storia, in un certo senso, si scrive da sola, ed è una cosa che in sé m’affascina. L’unico problema è che, scrivendosi da sé, possono sorgere problematiche come parti che possono essere seriamente odiose. Il terzo capitolo in particolare aveva un pezzo che reputavo odiosissima ed ora che lo sto riscrivendo sto cercando di renderlo meno pesante.


#11

Sai devo dire che…hai proprio ragione :sweat_smile: negli ultimi giorni preso dalla noia dello stage (fogli in ordine alfabetico ftw) ho iniziato a scriverne una anche io…e devo dire che dopo un po’ di incartamento iniziale ha iniziato a stendersi da sola. quindi mi sto ricredendo. magari a breve metto anche la mia qui, ma comunque…stai riscrivendo la terza parte? La aspetto ansioso allora :smiley: in barba al dottore che non vuole che si scriva!!


#12

Ho finalmente finito di riscrivere questa maledetta parte 3 e, onde evitare mi si cancelli di nuovo, prima la pubblico qui e poi la pubblico sulla pagina. Se per qualche assurda ragione la perdo di nuovo col Kratos che la scrivo di nuovo.


Mattina. Stavo preparando il mio zaino per la mia prima caccia quando Tito irrompe nella mia stanza imbracciando qualcosa di pericoloso…

Tito: < Ryan! Guarda! Questa è una Lancia-Fucile! È un’arma incredibile! Puoi considerarla un incrocio tra una lancia ed una Balestra dal momento che spara proiettili a bruciapelo! E non è tutto! Guarda! Se premo questo pulsante inizia a caricare e…>

L’attrezzo infernale comincia ad emettere un sibilo. Capisco che Tito volesse solo mostrarmi l’arma, ma io la conoscevo già, e quando ha premuto quel pulsante sapevo già cosa stava per accadere…

Ryan: < Tito! Per l’amor del cielo punta quella cosa altrove! …Tito? TITO!>

Mi risveglio sudato nel mio letto. Fortunatamente si è trattato solo di un incubo…

Mia: < Buongiorno pelandrone.>

Urlo. Dopo un sogno simile ero terribilmente instabile, e ritrovarsi Mia accanto come prima cosa dopo essermi svegliato costituiva a sé un trauma non più leggero.

Mia indietreggia un attimo guardandomi con un sopracciglio alzato.

Mia: < … Uh, ok. Sarai contento di sapere che se questo è l’effetto che ti faccio da appena sveglio te ne farò uno ancor peggiore se non ti alzi e non ti fai trovare all’uscita di Moga entro 5 minuti.>

E detto questo si gira e fa per andarsene.

Nel mentre che lei diceva ciò i miei occhi si erano abituati alla luce del sole, e ciò mi mise alla luce di una cosa…

Ryan: < Mia!>

Mia si ferma e si gira.

Mia: < Cosa?>

Ryan: < I tuoi capelli… sono rossi!>

Mia: < Già, l’autore s’è deciso. Dai muoviti.>

E detto questo esce dalla stanza.

Rimango a fissare per qualche secondo in silenzio la porta di casa mia, poi prendo fiato ed urlo:

Ryan: < Rossa di capelli!>

Mia: < Cretino!>

E buona caccia a me e buona caccia a te e buona caccia a turu-turu-tutt’ettre!

Mi dirigo verso l’uscita di Moga e trovo Junior ad aspettarmi assieme a Mia e Tito.

Ryan: < Buongiorno.>

Junior: < Buongiorno Ryan, dormito bene?>

Ryan: < Uh… Parliamo d’altro… La missione prevedeva di cacciare cinque Jaggi giusto? Che tipo di arma useremo per farlo?>

Junior si sposta di lato, rivelando un tavolo sul quale erano appoggiate tre spade e tre scudi.

Junior: < Spada e scudo. È la migliore arma con cui un cacciatore possa mai iniziare il suo mestiere. È rapida, agile, permette di pararsi con lo scudo in situazioni scomode e l’uso di oggetti senza dover rinfoderare la spada. Perfetta per i novellini.>

Non fa una piega, oltretutto la spada e scudo era l’arma preferita di mio padre, magari potrei aver ereditato qualcosa dal suo sangue.

Junior: < Dai, prendete tutto e partiamo.>

Ryan: < Uh? Verrai anche tu con noi?>

Junior: < Certo, devo supervisionare il vostro lavoro e assicurarmi che non finiate male prima ancora di aver cominciato il lavoro del cacciatore.>

Mia: < Credo si stia riferendo a te Ryan.>

Sto preparando un sacco di battute cattive sul colore dei tuoi capelli quindi attenta a ciò che dici.

Junior: < Forza, incamminiamoci, la strada da fare non è poca.>

Partimmo dunque guidati da Junior in questa nostra prima entusiasmante caccia fino ad arrivare su un promontorio dove qualche Kelbi si rilassava e brucava l’erba.

Junior: < Ah, guardate, dei Kelbi.>

Ci ferma Junior.

Ryan: < Uh? Si, li conosciamo, sono mostri piuttosto pacifici a patto di non innervosirli, talvolta si fanno anche avvicinare.>

Junior: < Molto bene, visto che li conoscete ora uccidetene uno a testa.>

Una richiesta del genere, così su due piedi, mi lasciò di stucco, non tanto per la richiesta in sé ma non ne capivo la ragione.

Mia: < Cosa? Perché? Come ha detto Ryan sono dei mostri pacifici, non ci hanno mai fatto nulla per meritarselo!>

Junior: < Mia, da dove pensi che vengano le coperte che abbiamo in casa, la carne che mangiamo e le medicine che usiamo quando stiamo male?>

Mia: < Capisco che gran parte dei nostri beni derivi da questi mostri ma la nostra missione non è quella di uccidere loro, perché dovremmo farlo?>

Junior sospira.

Junior: < Mia, i beni cui facciamo uso non sono mai abbastanza quindi è sempre bene procurarseli quando possibile, inoltre dovete imparare a scuoiare i mostri e quale metodo migliore di farlo se non con un mostro piuttosto comune?>

Mia: < Si ma…>

Junior: < Mia ma tu sei voluta diventare cacciatrice senza aspettarti di dover uccidere qualcosa?>

Mia rimane senza parole.

Junior: < Forza, fate come ho detto.>

Mi avvicino dunque al Kelbi più vicino che trovo. Passo una mano sul suo dorso, accarezzandolo, non si cura nemmeno della mia presenza. Estraggo la mia spada, chiedo scusa e tiro un fendente dietro il suo collo, uccidendolo sul colpo.

Junior: < Andare ai punti vitali per non farlo soffrire eh? Non dico non sia una brutta cosa ma con mostri più grandi non te lo potrai permettere molto, dovrai colpire ali, coda, gambe ed occhi, ovunque possa recar loro danno, in modo da poterli finire in tranquillità. Tira fuori il tuo coltello da scuoio che ti insegno come si ricava una pelle. Tito, Mia, venite a vedere anche voi.>

Junior prende il coltello e pratica un’incisione dopo essersi assicurato che non ci fosse nessun organo al di sotto, poi mette l’indice sulla punta del coltello e scuoia quel che basta per farmi vedere come fare.

Junior: < Ora prova tu.>

Prendo il coltello passatomi da Junior ed inizio ad imitare, per quel che mi è possibile, i suoi movimenti. Al fine del mio lavoro ricavo la pelle, non propriamente in condizioni impeccabili ma per la mia prima volta mi ritengo più che soddisfatto.

Junior: < Mh, non male, cerca di affondare meno col coltello, l’indice sopra la punta ti aiuta a capire quanto puoi entrare prima di aprire qualche organo interno, che finché è un Kelbi non ci son grossi problemi, ma se scalcando un Rathalos finisci per incidere la sacca fiamma te lo ricorderai per mesi.>

Grazie dell’informazione Junior, vorrà dire che non scalcherò mai un Rathalos in vita mia.

Junior: < Ora tocca a Tito. Tito, dov’è il Kelbi che hai scelto?>

Tito: < È caduto già dal dirupo.>

Come ho potuto non immaginarmi qualcosa del genere parlando di Tito?

Junior: < Cosa? Come sarebbe a dire che è caduto giù dal dirupo?>

Tito: < Non lo so, l’ho colpito dietro la schiena, lui ha iniziato a scalciare e nel farlo è scivolato di sotto.>

Junior: < E perché hai scelto proprio un Kelbi che stava vicino a… Urgh… Lasciamo perdere, ammazzane un altro, e vedi di non far cadere di sotto anche questo.>

Tito obbedisce, segue poi lo stesso trattamento riservato a me sul come scuoiare. Ne ricava una pelle perfetta…

Junior: < Lavoro impeccabile Tito, avevi già fatto cose simili prima d’ora?>

Tito: < Si, mio padre mi ha insegnato a lavorare parecchi tipi di materiale.>

Dimentico sempre che suo padre è stato un valido alchimista, ora che ci penso non ho mai visto Tito fallire effettivamente uno dei suoi diabolici esperimenti, dovrei riconsiderare le sue doti. È delle sue idee strampalate che devo avere paura.

Junior: < Mia, forza è il tuo turno.>

Mia sbuffa, va verso un Kelbi e lo uccide. Stesso rito per quel che riguarda la pelle, ne ricava una decente, più o meno come la mia.

Mia: < Contento adesso? Io ora vado verso il ruscello a pulirmi di dosso il sangue, voi quel che volete fare non m’interessa.>

E detto questo se ne va, piuttosto irritata. Non pensavo che questa questione l’avrebbe agitata tanto.

Junior: < La rabbia non l’aiuterà molto in missione… Ryan, Tito, già che ci siamo prendete un po’ di carne, ci servirà.>

Ryan: < Uh? Abbiamo fatto colazione e ci siamo già portati qualcosa da mangiare durante il viaggio, quanto può durare una missione del genere?>

Junior sorride.

Junior: < Vedrai.>

Recuperiamo quindi un po’ di carne dalle carcasse dei soliti Kelbi.

Ryan: < Tito che fai? Prendi anche le corna?>

Tito: < Uh? Si, mio padre ha detto che ci si possono fare medicine.>

Junior: < Vero, e non dico sia una brutta abitudine quella di recuperare quel che si può ma cerca di non riempire lo zaino di materiali come inizi una missione.>

Forniti i nostri zaini raggiungiamo Mia al ruscello dove si stava lavando le mani, in compagnia di qualche Aptonoth sparso nell’area.

Mia: < Ma quanto vi ci vuole a raggiungermi? E Junior non osare dirmi che devo uccidere anche uno di questi Aptonoth perché ho finito solo ora di lavarmi via il sangue di dosso.>

Se hai finito solo ora di lavarti perché ti lamenti che siamo arrivati adesso?

Junior: < No, no, tranquilla, ci siamo già riforniti di carne cruda. Ora che siamo di nuovo tutti dobbiamo andare lassù, dove inizia la cascata, poi seguendo ancora l’acqua dovremmo raggiungere una grotta dove solitamente qualche Jaggi si mette a pisolare.>

Seguiamo il percorso descritto fino a raggiungere l’entrata i suddetta grotta. Entriamo, c’è abbastanza luce quindi distinguo molto bene degli Altaroth intenti a mangiare funghi che crescono nella zona e, più in fondo, due Jaggi che, proprio come diceva Junior, si stavano rilassando.

Junior: < Siamo nella stagione degli amori quindi non c’è pericolo di trovare né femmine né maschi alfa finché stiamo in questa zona. Prego allora, mettetevi al lavoro.>

Dicendo questo Junior scala una roccia che gli permetteva di vedere tutta l’area e si siede a monitorarci.

Ryan: < Ok, pare sia giunta l’ora di metterci all’opera.>

Dico estraendo la mia spada.

Mia: < Prego allora, dopo di voi.>

Ryan: < Guarda che devi aiutare anche te.>

Mia: < Mica ho detto che non lo farò, ho solo detto “Prego, dopo di voi”.>

Ryan: < … Va beh, Tito, vorrà dire che dovremo occuparcene noi, forza and… Tito, cosa stai facendo?>

Mi giro verso Tito e lo vedo frugare qualcosa dentro il suo zaino
.
Tito: < Mi sono portato dietro delle Bombe lampo. Ne vuoi una? Ne ho portate alcune in più anche per voi. Tieni.>

Ryan: < Tito asp->

Non faccio in tempo che mi ha già lanciato qualsiasi cosa abbia tirato fuori da quello zaino portatore di attrezzi omicidi. Nell’afferrarlo al volo sento un *Click. Segue un lampo, poi nulla… Non ho più visto nulla…

Ryan: < AAAARGH!!! TITO! CHE CAZZO?>

Nel poco che vedo scorgo Tito con le mani agli occhi, probabilmente quel fascio di luce aveva investito anche lui.

Tito: < Ugh… Ryan perché l’hai attivata senza lanciarla?>

Ryan: < EH? CHE NE SO! FA QUALCOSA PIUTTOSTO!>

Tito: < Tranquillo, gli effetti dovrebbero affievolirsi a breve.>

In tutto questa confusione tutto ciò che sentivo era Mia che si stava facendo delle grosse e grasse risate alle nostre spalle. Essendo dietro di me probabilmente non è rimasta accecata.

Ryan: < MIA! MALEDETTA! FA QUALCOSA O LA PROSSIMA MATTINA TI SVEGLIERAI RICOPERTA DI INSETTI!>

Mia: < Devi solo provarci. Piuttosto dovresti fare più attenzione ai Jaggi che vi stanno venendo addosso.>

Ryan: < Eh?>

Mi sforzo di aprire gli occhi, riuscendo a vedere uno dei due Jaggi correre nella mia direzione.

Ryan: < Cavoli!>

Faccio un passo indietro ma inciampo e casco, subito dopo la bestia mi salta addosso e tenta di mordermi. Per istinto porto le mie braccia al volto e questo porta il Jaggi a serrare la sua mandibola sulla mia spada. Il bastardo si dimena e spinge, tentando di mordermi al volto, poi d’un tratto balza all’indietro, strappandomi l’arma di mano. Si guarda un po’ attorno e se ne va via, addentrandosi ulteriormente dentro la grotta.

Ryan: < … BASTARDO!>

Ormai gli effetti del malefico attrezzo si erano esauriti e scorgo Tito, ancora lievemente accecato, trovarsi a fianco del mostro.

Ryan: < TITO! FERMA QUEL JAGGI!>

Tito finisce di stropicciarsi gli occhi, vede il Jaggi con in mano la mia spada e gli salta addosso. Vediamo i due sfuggire rapidamente dalla nostra vista.

Ryan: < …>

In tutto questo trambusto, le risate di Mia non si erano fermate un solo secondo, anzi, erano anche aumentate di volume. Mi auguro stia soffocando.

Nemmeno il tempo di minacciarla di fare qualcosa che vedo il secondo Jaggi correre anche lui nella mia direzione. Tento di alzarmi ma sono caduto male e non riesco, estraggo quindi il mio coltello da scuoio, nella speranza che possa aiutarmi in qualche modo ed attendo.

La bestia mi ignora e mi passa accanto. Solo dopo noto che ha preso di mira Mia.

Ok fare lo Zinogre col Narga ma mi preoccupo per lei.

Ryan: < Mia! Attenta!>

Mia si asciuga le lacrime generate dalle sue risate, alza la testa e vede il mostro intento a saltarle addosso.
Non si fa prendere dal panico per neanche un secondo, ma sposta il braccio sinistro verso di sé ed usa lo scudo per dare una sportellata di inaudita potenza alla mascella della povera creatura, atterrandola. Credo di aver visto un dente volare in tutto ciò.

Rimango senza parole, non so davvero come commentare quello a cui ho appena assistito. Mentre mi alzo Mia mi tira a terra la sua spada.

Mia: < Ammazzalo tu, io ho già fatto abbastanza.>

Non ho neanche il coraggio di dirle qualcosa in risposta. Prendo la spada e mi avvicino verso il Jaggi ancora stordito e preda di violente convulsioni, cui noto mancare effettivamente un dente… Infilo la lama nella sua gola, finendo la sua vita e segnando la nostra prima preda su cinque.

Udiamo Junior applaudire.

Junior: < Ben fatto! Continuate così!>

Dice scendendo e ricongiungendosi a noi.

Continuate così? Sei pazzo?

Mia: < Tsk, se non fosse stato per me tu ora saresti carne da macello.>

Ryan: < Hey, avevo ancora il mio coltello da scuoio, non sottovalutarlo, ha una lama micidiale.>

Mia: < Ah-ha… Comunque, che facciamo con Tito? Andiamo a recuperarlo o cosa?>

Ryan: < Nah, è Tito, immagino non ci sia nulla di cui preoccup->

Vengo interrotto dal suono di una grossa esplosione. Per colpa dell’eco non capisco bene la sua provenienza ma io e Mia rimaniamo a fissare l’entrata della grotta in silenzio, per qualche secondo. Vediamo poi arrivare un Tito ricoperto di cenere, sventolando metà spada in aria tutto contento.

Tito: < Ryan! Ho recuperato la tua spada!>

L’ho visto Tito… Solo che… Non so, magari è una mia impressione… Magari non ci ho proprio fatto caso fino ad ora ma… Mi pare manchi un pezzo…

Mia: < Tito… Cosa diavolo è successo?>

Tito: < Cosa?>

Mia: < Abbiamo sentito un’esplosione, e anche se non fossi ricoperto di cenere e puzzassi di polvere da sparo saprei per certo che è stata opera tua.>

Tito: < Ah! In pratica quel Jaggi mi stava portando via con sé e visto che non volevo allontanarmi troppo dovevo fermarlo. Non stavo riuscendo a trovare nulla con cui colpirlo, poi mi sono ricordato di quella Bomba botte grande che avevo creato durante l’ultimo “Angolo di sfogo dei personaggi”, quindi l’ho presa e gliel’ho sbattuta in testa, il Jaggi è caduto ed io sono rotolato poco più in là, quando mi sono alzato ho visto che ce n’era un altro ed entrami erano vicini alla bomba, quindi ho preso un sasso, ho colpito la botte e li ho fatti saltare in aria tutti e due! È stato fortissimo!>

Ryan: < …>

Junior: < …>

Mia: < … Tito, avevi anche tu una spada…>

Tito si guarda al fianco, cercandola con gli occhi.

Tito: < Ah… Me l’ero dimenticato hahaha!>

Mia: < …>

Ryan: < …>

Junior: < … Tito, facciamo che la prossima volta ti organizzo io lo zaino prima di partire in missione ok?>

Tito: < Perché?>

Ryan: < Perché non puoi rischiare di farci saltare tutti in aria prima ancora di iniziare una missione! COMUNQUE! Junior! L’hai sentito no? Ha detto che ha fatto scoppiare due Jaggi, quindi tre su cinque! Giusto? Giusto?>

Junior: < In realtà dovrei accertarmi fossero davvero morti.>

Tito: < Ma non si muovevano più.>

Junior: < Mh… Effettivamente se sono stati investiti da una Bomba Botte Grande è difficile che siano sopravvissuti. Va beh, facciamo che per questa volta ve la do buona.>

Ryan: < GRAZIE JUNIOR! GRAZIE!>

Junior: < Questa caccia ti sta mettendo a dura prova eh Ryan?>

Ryan: < Me la sognerò la notte…>

Junior: < Hahaha, non essere così tragico, forza, andiamo verso il campo base finché abbiamo luce.>

Mia: < Campo base? Perché? Il villaggio non è lontano.>

Junior: < Si ma dovete abituarvi ad arrangiarvi come potete per la notte. In molte missioni verrete spediti in zone dove il primo villaggio dista a diverse ore di viaggio e non potrete permettervi un vero e proprio letto.>

Mia: < Stai dicendo che dovrò dormire assieme a Ryan?>

Ryan: < E chi ci dorme con te?>

Junior: < In marcia.>

Junior, ignorando i nostri battibecchi si avviò verso l’uscita della grotta.

Raggiungemmo il campo giusto in tempo, prima che la luce ci abbandonasse. Non mi ero reso conto di quanto velocemente fosse passato il tempo oggi.

Junior: < Eccoci qua, questo è il campo. L’avevate già esplorato durante una delle vostre scampagnate per l’isola?>

Ryan: < Si, molto spesso ci si fermava per riposarci o fare un bagno visto che è uno dei pochi tratti d’acqua realmente sicuri.>

Junior: < Meglio così, almeno avete già un’idea di quel che sarà il vostro letto per questa notte. Tito, vieni qui, voglio vedere cos’hai infilato in quello zaino.>

Quando vidi quel Lagiacrus, nel capitolo precedente, la paura mi assalì, fino a paralizzarmi, ma, nonostante tutto, la paura che provai proprio ieri non era nulla in confronto a quella che provai quando vidi le cose che Junior aveva tirato fuori dallo zaino di Tito.

Junior: < Tito ma come diavolo fai ad essere in possesso di questa roba?>

Tito: < Me la sono costruita con l’aiuto di mio padre.>

Junior: < Ti sei costruito una Bomba Anti-drago nonostante non sia nemmeno tra la lista combinazioni?>

Tito: < Mio padre dice che la lista combinazioni dei normali cacciatori non è lunga la metà di quella degli alchimisti.>

Junior: < Anche fosse, contro chi o cosa avevi intenzione di usarla? … Facciamo così, io ora requisisco tutti questi aggeggi e li metto qua, dentro la cassa del campo. Quando finiamo la missione torniamo qui e li riprendi, ok?>

Tito: < Ok…>

Junior: < Immagino sappiate circa come organizzare un BBQ, ma giusto per esser sicuri vi insegno, tanto dobbiamo comunque preparare la cena.>

Prepara un falò al centro del campo e, mettendo sullo spiedo un grosso pezzo di carne si mette a spiegarci per filo e per segno come cucinarla al meglio.

Avuta tutti la cena non facciamo troppi complimenti e mangiamo mentre Junior controlla alcune attrezzature del campo. Non posso non notare come Tito stia mangiando molto lentamente. Capisco il pensiero di poter provare i suoi arnesi in missione lo eccitasse però anch’io vorrei tornare a casa tutto d’un pezzo.

Ryan: < Dai Tito, ha detto che te li darà indietro a missione compiuta, mangia.>

Tito: < Uh? Ah, no, non è per quello, stavo pensando…>

DING DING. Pericolo. Tito sta pensando. Pericolo. Abbandonare l’isola.

Ryan: < A cosa?>

Tito: < Dove posso trovare un Fungo Nitro nell’isola? Se lo trovo posso combinarlo con un guscio di bacca per creare un Proiettile Fuoco Wyvern di livello 1 che normalmente viene usato sulle balestre ma posso fare in modo che possa essere lanciato per poi esplodere come le bombe lampo, sarebbe una bomba Wyvern!>

A TUTTO IL VILLAGGIO. ABBANDONARE L’ISOLA. RIPETO. ABBANDONARE L’ISOLA.

Ryan: < Tito! Ti prego! No! Mancano solo due stupidi Jaggi per finire questa missione quindi per favore, per favore! Smetti. Di cercare. Di farci saltare in aria. M’è già bastata quella roba di luce che mi hai lanciato addosso oggi nel peggior momento possibile.>

Tito: < … Va bene…>

E detto questo torna a mangiare la sua bistecca.

Junior intanto fa il suo ritorno e getta qualcosa nel fuoco.

Junior: < Bene ragazzi, oggi avete fatto fuori ben tre Jaggi su cinque quindi ve la siete cavata piuttosto bene ma ovviamente ci sono delle falle nel vostro lavoro di squadra, quindi ora ci mettiamo qui e parliamo di cos’è che va migliorato, d’accordo?>

Passiamo il resto della serata a vedere i nostri errori. “Ryan non ti agitare”, “Mia cerca di essere più presente”, “Tito non lanciarti a capofitto” e bla bla bla, nulla di diverso da quel che mi sarei aspettato di sentire. Questa giornata è stata devastante, voglio solo andare a dormire. Non credo mi darà troppo fastidio il fatto che siamo in quattro su di un letto solo con quanto sono stanco… *Sigh… Che giornata di m

L’angolo di sfogo dei cacciatori

Ryan: < E qui mi sfogo io! E QUI MI SFOGO IO! Tito! Non osare lanciarmi mai più uno dei tuoi attrezzi assassini! Mia! Penso proprio che la prossima volta dirò qualcosa come “Prima le signore” e prima starò un po’ a guardarti mentre cerchi disperatamente di non farti mordere, poi farò la mia entrata in scena da eroe salvandoti acquistando così un sacco di punti per la classifica settimanale de “Miglior personaggio della storia”. Come ti sembra l’idea? Eh? EH?>

Mia: < Ok, primo: Figuriamoci se ho bisogno del tuo aiuto. Secondo: “Classifica settimanale per il miglior personaggio della storia”? Esiste?>

Ryan: < Esiste cosa?>

Mia: < L’hai detto tu.>

Ryan: < Detto cosa?>

Mia: < … Lasciamo perdere. Perché non lanciamo le nostre frustrazioni contro l’autore come facciamo di consueto?>

Ryan: < Giusto! Perché mi fai succedere queste cose brutto sadico maledetto?>

Mia: < Che poi il genio del male aveva pure già scritto una parte 3, che doveva essere questa, ma per sbaglio l’ha cancellata e ha dovuto riscriverla di nuovo per quel che ricordava.>

Ryan: < E ha dovuto riscriverla solo perché io potessi vivere DI NUOVO questa giornata. Immagina un attore a cui un giorno dicono “Hey abbiamo cancellato per sbaglio due ore di film, devi rifare le scene”, s’incavola si e la sua nuova interpretazione non è certo migliore della precedente.>

Mia: < Cerchi scuse per il fatto che non sai recitare?>

Ryan: < Non mi ha certamente fatto piacere ri-inscenare questo capitolo. Oltretutto per rifarla abbiamo dovuto uccidere sei Jaggi, tre della parte eliminata ed altri tre ora, ce li avessero contati a quest’ora saremmo a casa anziché dover dormire assieme a Mia.>

Mia: < Hey sono io quella che si deve lamentare di dover dormire con te, la tua puzza mi impedirà di dormire per tutta la notte.>

Ryan: < Ma che puzza, che se quando siamo arrivati mi son fatto un bagno davanti al campo.>

Mia: < Questo dov’è stato scritto nella storia?>

Ryan: < Non è stato scritto, è una di quelle cose che viene convenientemente detta quando serve.>

Mia: < Come no, è un’altra volta l’autore che non ha voglia di tornare indietro per modificare quel che ha scritto.>

Ryan: < Talmente pigro che preferisce scrivere una decina di righe in più riguardo questa cosa al tornare più su e modificarne una sola.>

Mia: < Perché ho dato ascolto a mia madre quando ha detto di andare a fare un provino per questa storia…>

Ryan: < … Beh, se non altro si sta bene qua fuori.>

Mia: < Già, si sta freschi.>

Tito: < E si vedono le stelle.>

Ryan: < Si sente l’odore della natura ed è tutto così calmo…>

Mia: < … E silenzioso…>

Tito: < …>

Mia: < …>

Ryan: < …>

Jaggi: < … Meh!>

Ryan: < UCCIDETE QUEL JAGGI!>

Jaggi: < MEH! *Fugge via>

Fine parte 3


… Sappiate che non ho avuto voglia di rileggerla per intero perché già trasferirla sul foro è una cosa lunga dal momento che s’incazza con i < > e che ho dovuto rifare tutte le spaziature per renderlo leggibile. Ora vado a piangere in un angolo.


#13

Penso che senza l’angolo di sfogo non sarebbe la stessa storia :grin: don’t cry, good work :slight_smile:


#14

La fine con il jaggi pugliese mi ha fatto morire ahahahah (chi come me è pugliese capirà di certo)


#15

Il terzo capitolo è venuto fuori molto più lungo di quel che pensavo, tant’è che ho dovuto tagliarlo, programmavo di chiuderlo a missione conclusa ma già così è ben più del doppio del secondo. La parte dove cacciavano non è venuta come volevo, dovevano succederne di tutte e di più ma alla fine credo sia semplicemente perché è difficile rendere per scritto una scena visualizzata mentalmente e ho dovuto lasciar perdere parecchie cose…
A parte quello:

  • Sto odiando Mia, che se almeno una volta per capitolo non sbaglio e la chiamo “Ami” non sono contento.
  • Sto ringraziando me stesso un numero infinito di volte per aver creato Tito.
  • Mi dispiace per Ryan. O forse no.
  • Chi è Devis?
  • Junior è un maledetto tutorial che prima lo levo e meglio è.
  • Zuccherino non sta facendo abbastanza comparse, se manca lei questo show non ha senso.
  • I genitori non ho ancora capito se lasciano fare quel che gli pare ai figlioli o esistono solo quando devono essere citati.
  • CHI CAZZO è DEVIS?
  • Non so nemmeno io come continuerà questa storiella da 4 zenny e dove infilarci Draco.
  • “Classifica settimanale per il miglior personaggio della storia”? Esiste davvero?
  • L’angolo di sfogo in sé mi piace molto come idea, il fatto che finito il capitolo, nonostante si tengano entro i limiti del contratto, possano permettersi di “uscire” dalla storia, come fossero degli attori che, finite le scene, si incontrano al bar e parlano di quel che hanno fatto.
  • Per chi di voi si aspettava gli Shakalaka da un momento all’altro: spiacente, non ho intenzione di inserirli. Li odio.
  • Ah, mi son ricordato chi era Devis.
  • Programmavo ogni tanto di apportare delle modifiche all’Angolo, come ad esempio l’ “Angolo delle interviste”, a fine storia intervistavano un personaggio sul capitolo appena passato. Un po’ come nel cartone animato di Jackie Chan, dove a fine puntata gli facevano un paio di domande sull’argomento di tale episodio [Qualcuno ricorda? No? Nessuno?]. Altrimenti di inserirli come extra al di fuori del capitolo stesso. Vedrò.

Talvolta l'end-game dei videogiochi è proprio bello
#16

Aaaaaaw il cartone di Jackie Chan :heart_eyes: “Iuwawegniwagnitao!!!” (Io capivo così quando prendeva la lucertola)

Comunque si le interviste ci stanno, così arricchisci ancora di più L’angolo :clap:


#17

139 giorni? Però, si vede con quanto impegno e dedizione mi sto occupando di questa fallimentare storiella degradante.

Parte 4 is out. Ho, tra l’altro, un piccolo annuncio da fare per quelle 0 o 0 persone che seguono 'sta cosa dopo. Enjoy.


Ryan: < Ok! Ok! Sto bene! Sono vivo! Sono vivo e COME CAZZO FACCIO A LEVARMI DI QUI? >

Dico in maniera molto pacata mentre ogni energia possibile nel mio corpo viene impiegata sul farmi rimanere appiccicato alla parete rocciosa, la cui solidità avrebbe deciso o meno le sorti della mia sventurata vita.

Tito: < Ryan! Se scali la parete di lato dovresti riuscire a tornare qui! >

Ryan: < COME DOVREI RIUSCIRE A TORNARE LI’? QUA LA ROCCIA È TUTTA FRIABILE! >

Tito: < Aspetta! Ti guido io! Uhm… Metti il piede sinistro su quella sporgenza! >

Ryan: < QUALE? >

Tito: < Quella lì a forma di zoccolo di Anteka! L’altro piede in quella rientranza a forma di vertebra di Arzuros! >

Ryan: < NON MI SEI D’AIUTO TITO! >

Tito: < Ok! Hum… Ah! Ho trovato! Ryan! Se combino dell’Edera con una Pianta da linfa posso ottenere una corda da lanciarti! Vado a procurarmene una! Tu resta lì! >

Ryan: < Ok! Un’idea che potrebbe avere senso! MA SBRIGATI! >

Come avrete capito, questo capitolo si apre nel migliore dei modi. Mi sarebbe piaciuto impiegare il tempo dedito all’aspettare il ritorno di Tito, magari con buone notizie, insultando l’autore di questa storia ma ho deciso che tenterò di darmi una calmata e di spiegare come siamo arrivati a questo punto.

#Rath di sera bel tempo si spera

Mattina, Junior ci sveglia incitandoci a darci una svegliata per dare il nostro meglio questa giornata. Non ho dormito né bene né male, diciamo che ho avuto le mie ore di sonno ma non ho recuperato tutte le forze spese il giorno precedente. Mia è subito andata a farsi un bagno e Tito come ha aperto gli occhi si è fiondato sul suo zaino, ha tirato fuori un quaderno e ha cominciato a scrivere freneticamente chissà quale terribile idea. Fortunatamente posso stare tranquillo oggi dal momento che Junior ha sequestrato tutti i suoi materiali potenzialmente pericolosi.

Mi alzo, mi do una veloce sciacquata di faccia e mi siedo al campo, addentando un pezzo di carne avanzato di ieri per mettere qualcosa nello stomaco mentre do una veloce occhiata a quel che ho io nello zaino e al titolo di questo capitolo.

Ryan: < “Rath di sera bel tempo si spera”? Un titolo un po’ più spoiler no? >

Mia: < Ormai io non ci faccio più neanche caso, almeno non è qualcosa tipo -Goku muore- o -Ginyu diventa una rana- > Appare Mia asciugandosi i capelli e sbadigliando.

Ryan: < Ho capito ma io ora come faccio a stare tranquillo sapendo che appariranno un Rathalos o una Rathian o tutti e due assieme? >

Junior: < Parti dal presupposto che non dovresti saperlo, poi comunque non è detto debba per forza accadere qualcosa di terribile a seguito di una simile apparizione. Forza, ora finitela di rompere la quarta parete e riprendete in spalla i vostri zaini. Ryan, questa è la tua spada. >

E dicendo questo mi passa una spada, visibilmente d’emergenza, ma pur sempre una spada.

Ryan: < Da dove l’hai presa? >

Junior: < Ricordi quando ieri ho gettato qualcosa nel falò? Era una vecchia spada che ho trovato tra le cianfrusaglie del campo, l’ho sterilizzata col fuoco e mi sono messo ad affilarla mentre voi vi svegliavate con calma. >

Ryan: < Aspetta, ieri? Intendi nel capitolo precedente? L’autore ha davvero guardato al capitolo successivo per una volta? Sono sbalordito, che possa riuscire a tirare fuori una storia decente con tanto di collegamenti ad eventi passati e futuri? >

Mia: < Certo, come no. >

Junior: < Ryan la quarta parete! >

Usciamo dal campo base, raggiungendo il ruscello ove il giorno prima Mia si era lavata le mani, frequentato dal solito branco di Aptonoth privi di fretta di vivere.

Junior: < Siccome abbiamo ancora due giorni di tempo, prima che scada il contratto della missione, vorrei vedere come ve la cavate con le basi del cacciatore. Raccolta erbe, insetti, minerali e pes- >

Junior s’interrompe. Non c’era bisogno di essere troppo intuitivi per sapere che stava per dire “Pesca”, deve essergli passato per la mente il pensiero che “Quella cosa” se ne stava ancora lì indisturbata, rendendo tutte le zone di costa off-limits. Oltretutto noi tre siamo proprio coloro che hanno avuto il piacere di farne la conoscenza in maniera piuttosto improvvisa, chi sa dire come avremmo potuto reagire ad un secondo incontro, magari anche più ravvicinato.

Junior: < Ah! … Nulla, per ora ripassiamo questi punti e come procurarci attrezzi durante le missioni. >

Mia: < Junior ti prego no! Ho perso il conto di quante volte il capovillaggio ci ha affibbiato questo tipo di missione! Ho quasi rinunciato all’idea di diventare cacciatrice per colpa loro! >

Metà vero metà no. In realtà gran parte del merito va dato al giorno in cui ci chiesero di catturare qualche insetto-Dio assieme a qualunque altro tipo di insetto ci capitasse sotto mano. La missione stava andando bene, ne avevamo già collezionati parecchi e stavamo cambiando area per cercare gli ultimi quando un Melynx decide di saltare addosso a Mia e rubarle la forcina per capelli che stava indossando, lei parte all’inseguimento ma viene condotta in una cava piuttosto buia, per colpa dell’oscurità inciampa e finisce per spaventare alcuni Giggi, facendoli cadere dal soffitto, io e Tito udiamo un grido e ci fiondiamo al soccorso, giusto per scontrarci con Mia che, preda della paura, si era data alla fuga.

Ora la parte che segnò Mia:

Nello scontrarsi con me, io ho urtato Tito, fiero custode del recipiente ove avevamo intrappolato tutti gli insetti da noi trovati. Tito, urtato da me, perde la presa su tale recipiente. Il recipiente, ormai balia delle leggi della fisica, finisce per aprirsi a mezz’aria, svuotando il suo intero contenuto sui capelli di una, già scossa, Mia.

Dopo quell’episodio, per qualche giorno smise di accettare qualsiasi tipo di missione. E se già non le piacevano gli insetti, ora non poteva proprio vederli né sentirli nominare senza che il suo volto si contorcesse alla sola memoria di quel giorno.

Junior: < Beh, posso capire l’idea non vi alletti ma devo verificare che siate in grado di svolgere tutti gli incarichi, anche come team. Vi dividerete gli incarichi: Mia andrai a caccia di insetti, portamene una decina, e che ce ne siano almeno tre tipi diversi. Lo so che non ti piacciono gli insetti ma dovrai passarci sopra, non può esistere un cacciatore incapace di superare le proprie paure e mantenere sangue freddo. Tito, tu sei bravo a combinare oggetti e raccogliere tutto quel che riguarda materiali di mostro e piante ma non ti ho mai visto al lavoro con i minerali quindi riempi questa sacca con quel che trovi, sia esso Ferro o Terra, se riesci a trovare della Machalite è perfetto. Ryan… Hum… Dal momento che non posso mandarti a pesca e che suppongo tu sia in grado di riconoscere le varie erbe e funghi ti affiderò un incarico più interessante. >

Ryan: < Sarebbe a dire? >

Junior: < Voglio che tu vada al nido dei Rath a prendere un uovo wyvern. >

Ryan: < … Cosa? >

Junior: < Avete tutti i vostri incarichi, andate, io vi aspetterò al campo base. >

Ryan: < Aspetta aspetta aspetta Junior. >

Junior: < Cosa c’è? Non ti piace il tuo incarico? Eppure ti facevo il tipo a cui interessano cose più emozionanti delle solite raccolte. >

Ryan: < No, si, certo, è vero… Solo che… Junior caro… Mi stai davvero mandando in un nido di Rath sapendo che una di quelle graziose bestiole dovrà fare la sua comparsa in questo capitolo? >

Junior: < No Ryan, io ti sto mandando in un nido di Rath NON sapendo niente di quel che dovrà accadere OGGI, non “in questo capitolo”. “Oggi”. >

Ryan: < … È forse la mia punizione per aver infranto la quarta parete questa mattina? >

Junior: < Non so di cosa tu stia parlando. >

Ryan: < Ah, capisco… Allora io adesso alzerò lo sguardo al cielo e, senza rivolgermi necessariamente a qualcuno, per esempio ad un autore di una certa storia, pronuncerò un paio di parole. Voi non fateci caso, ok? >

Junior: < D’accordo. >

Ryan: < Grazie… Inspira … Ti odio. >

Mia: < Ok Junior, ti andrò a prendere quegli stupidi insetti ma i retini per catturarli? >

Junior: < Che domande, lo costruirai con i materiali del posto. >

Mia: < E ti pareva… >

Junior: < Forza, al lavoro! Io farò un salto sulle rive di Moga per controllare la situazione e poi tornerò al campo ad aspettarvi quindi prendetevi il vostro tempo, a dopo. >

E così ci separiamo. Junior fischiettando, Mia sbuffando e Tito saltellando allegramente verso la sua meta. Poi c’ero io, un pochino irrequieto sapendo quale tempesta stava per abbattersi su di me.

Mi avvio senza troppo fretta verso la grotta dell’altro giorno. Giunto all’entrata mi sento chiamare.

Tito: < Ryan! >

Mi giro e vedo Tito corrermi in contro.

Ryan: < Che succede? >

Tito: < Nulla, è che andavo nella tua stessa direzione quindi pensavo di andarci insieme. >

Ryan: < Uh? Ma guarda che non è mica questa la grotta dove puoi recuperare minerali, e poi io devo raggiungere il nido. >

Tito: < Si lo so ma alcuni minerali si possono trovare anche laggiù. E poi volevo vedere il nido. Ci pensi? Potremmo trovare una Rathian che accudisce i suoi piccoli! O un Rathalos che schiaccia un pisolino! >

Ryan: < Sinceramente preferirei non incontrare nessuno dei due considerando che devo afferrare una delle loro uova e correre via. Ah, dammi una mano a salire. >

Scala una roccia, scalane un’altra e arriviamo infine al famoso nido.

Mi guardo a giro molto scrupolosamente prima di addentrarmi in quella zona, e dopo essermi assicurato di esser la creatura più grande del posto, assieme a Tito, lancio lunghe e numerose occhiate all’orizzonte, in modo da non dovermi aspettare sorprese.

Ryan: < Ok Tito, io una cosa devo fare ed intendo farla molto in fretta, prima che qualcosa di terribile possa accadere. >

Tito: < Cosa vuoi che accada? La mattina i Rath se non sono a riposarsi sono a procurarsi del cibo, non torneranno tanto presto. >

Ryan: < Lo so Tito, lo so, è che non riesco a star calmo sapendo che da un momento ad un altro dovrà spuntare un Rath. Sia questa una Ian o un Los, non siamo comunque in grado di affrontarne uno e non può significare nulla di buono. >

Tito: < Se dovesse apparire uno di loro puoi pur sempre lanciargli contro uno di questi Giggi che si aggirano per i loro nidi. >

Dice afferrandone uno e porgendomelo.

Ryan: < Bleah, non avvicinarmi quelle cose. Non sarò Mia ma nemmeno io trovo tanto graziose queste “cose”. >

Tito: < Sai che le loro pelli sono molto usate nelle grandi città? >

Ryan: < Per fare cosa? >

Tito: < Mio padre dice che ne fanno costumi o comunque indumenti piuttosto costosi. >

Ryan: < Una cosa è certa: non indosserò una di queste “cose”. >

Tito: < Ma anche gli altri mostri come i Rath vengono indossati. >

Ryan: < Quella è un’altra cosa, loro hanno scaglie dure e forniscono protezione, non vedo come indossare queste “cose” potrebbe fornirmene alcuna. >

Tito: < Beh, potresti usarli in altri modi, ad esempio come sacca per l’acqua. >

Ryan: < Ugh, non farmici pensare. Dai facciamo quello per cui siamo venuti ed andiamo via alla svelta. >

Tito: < Ok. Mhm… Ah! Ecco! Guarda, come dicevo! >

Dice mentre punta vittorioso una vena di ferro.

Ryan: < Ok ma ce l’hai un piccone? >

Tito: < Ho già preso tutti i materiali per farne uno, se mi dai un secondo lo costruisco ed estraggo un po’ di ferro. >

Con dei movimenti, a mio parere, molto disordinati Tito dona agli oggetti da lui collezionati la forma di un piccone, paradossalmente dall’aspetto piuttosto solido, ed inizia a colpirci energicamente ma con colpi precisi la vena di ferro.

Mentre Tito è all’opera decido che anche per me è giunta l’ora di darsi da fare e mi avvicino al nido. Conto tre uova, rimango sorpreso delle loro dimensioni, se mi accovaccio potrei riuscire ad entrarci comodamente in una di esse. Rimango indeciso sul quale prendere e come fare effettivamente per trasportarle. Mi avvicino e ne muovo una per sentirne il peso, do un paio di colpetti per testarne la durezza. Non sembrano terribilmente fragili ma temo che caderci sopra risulterebbe in una bella frittata in ogni caso.

Ryan: < Hey Tito, che dici? Ce la faccio a prenderne una in braccio e portarla fino al campo? >

Tito: < Uh? Ah credo di si, non dovrebbero pesare troppo. L’unica cosa è che avrai gli altri mostri addosso, vuoi che ti aiuti con quelli? >

Ryan: < Mi farebbe molto comodo effettivamente. Dai, appena hai finito allora avvertimi che ne prendo una e part->

L’udire il suono dello sbattere di due grosse ali mi interruppe. Io e Tito ci girammo nella stessa direzione e vedemmo una grande creatura atterrare poco più in là, tra il nido e l’entrata della grotta.

Rathian e Rathalos. Queste creature mi hanno sempre affascinato ed ogni volta che ne vedevo un disegno sentivo un brivido corrermi lungo la schiena, continuavo a chiedermi che effetto potesse fare vedere uno dei due dal vivo. Crescendo ho imparato a riconoscerli, a distinguerli e a temerli. Ricoperti di dure scaglie, dotati di una lunga fila di denti, di ali arricchite di un pattern di linee, come fossero state sapientemente dipinte a mano e di una lunga coda talvolta usata come arma. Sebbene io sia in grado di elencare diverse differenze tra i due, come la coda velenosa per la Rathian e gli artigli velenosi per il Rathalos, la prima e più visibile differenza per distinguere i due è il colore, verde per la Rathian e rosso per il Rathalos.

Non c’era dubbio… La creatura che si trovava di fronte a me… Non era una tra queste due appena descritte.

Così ad occhio lo descriverei come un grosso uccello.

Io e Tito rimaniamo immobili per qualche attimo, osservando il nostro nuovo ospite.

Ryan: < … Tito … > Dico a bassa voce e indietreggiando molto lentamente.

Tito: < … Cosa? … >

Ryan: < … Hai idea di cosa sia? … >

Tito: < … No … Credi che abbia intenzione di attaccarci? … >

Il mostro di fronte a noi non ci aveva notati subito dopo essere atterrato. Durante la nostra conversazione si è messo, credo, a darsi una rapida pulita alle ali e solo dopo aver alzato l’ ala sinistra si è finalmente accorto di noi. Conscio della nostra presenza si è poi girato nella nostra direzione e si è limitato ad osservarci, storcendo lo sguardo da un lato e dall’altro.

Ryan: < … Non lo so, ma non ho un buon presentimento, soprattutto considerando che ci sta sbarrando la strada … >

La bestia continua ad osservarci, forse si sta chiedendo che tipo di creature siamo così come noi lo stiamo facendo con lui. D’un tratto vediamo il suo rosso petto gonfiarsi in maniera esagerata e tornare normale nel momento in cui “urla” nella nostra direzione.

Ormai era chiaro, ci ha interpretati come una qualche minaccia ed intende farsi valere. Estraggo la mia spada e mi distanzio lateralmente da Tito in modo che debba scegliere chi dei due attaccare.

Ryan: < Tito! So che hai qualche diavoleria nello zaino nonostante Junior te le abbia sequestrate tutte! Non voglio nemmeno sapere in che modo sei riuscito a riottenerle ma se possono esserci d’aiuto in questo momento non esitare ad usarle! >

Tito: < Ho una bomba lampo! Se riesco ad accecarlo dovrebbe darci il tempo di scappare! >

Ryan: < Ottimo! Pare che sarò il suo primo obiettivo quindi quando inizia a caricarmi avviati all’entrata della grotta, appena ne sarò in grado cercherò di girargli attorno e correre da te, approfittane per lanciargli addosso quella roba! E vedi di non accecare anche me! >

Tito: < Capito! >

Facciamo in tempo a tirare su un piano improvvisato prima che il mostro parta alla carica nella mia direzione.

Come previsto Tito ne approfitta per correre verso la grotta mentre io mi preparo a ricevere il nostro nuovo amico. Tira una beccata che riesco ad evitare buttandomi di lato, noto che è un po’ impacciato con i movimenti quindi rotolo sotto alle sue gambe, non troppo sicuro del fatto che sia una buona idea ma sembra funzionare, non è sicuro di come reagire. Appena ne ho l’occasione scivolo via e faccio per correre verso Tito ma il mostro si gira e, dando un colpo d’ala, provoca una folata di vento, facendomi cadere a terra.

Ryan: < Cavolo! >

Mi giro pronto a parare un eventuale colpo con lo scudo senza sperare troppo potesse effettivamente proteggermi. Temevo davvero le cose sarebbero finite male quando sento Tito urlare:

Tito: < Ryan! Copriti gli occhi! >

Mi copro il volto con lo scudo, più per riflesso che per altro, giusto in tempo per evitare che il fascio di luce provocato dalla bomba lampo mi accechi nuovamente.

Il tempismo di Tito sembra esser stato impeccabile, il mostro che fino ad un secondo fa stava per colpirmi con tutta la sua forza era ora sofferente e si agitava, incapace di distinguere le figure.

Quella era la mia ultima occasione per riuscire a levarmi di lì, quindi la colgo e mi rialzo, cercando nuovamente di dirigermi verso Tito. Il mostro, per quanto cieco, pare però intenzionato a non lasciarmi andare e decide di rincorrermi, forse seguendo il suono dei miei passi. Sfortunatamente è più veloce di me e mi costringe a deviare la mia corsa a destra per evitare di finire sotto le sue zampe. Finisce contro il muro mentre io mi trovo quasi sul ciglio del dirupo, manca poco, mancano veramente pochi metri alla grotta e poi potremo trovare il modo di seminarlo!

È ancora confuso, ciò è buono ma lo rende ancora più imprevedibile, non sono sicuro di come muovermi, cerco un passaggio in mezzo alle sue gambe ma continua ad agitarsi senza sosta. All’improvviso urla e sbatte assieme le punte delle ali, forte, provocando una fiammata.

Ryan: < Che diavolo!? >

Tito: < Ah! Ryan! Quelle sono pietre focaie! Questo mostro ha delle pietre focaie sulla punta delle ali! >

Ryan: < Merda! >

Le mie parole gli hanno rivelato la mia nuova posizione e lo vedo avvicinarsi nella mia direzione continuando a provocare queste grosse scintille sbattendo assieme le pietre focaie sulla punta delle ali. Non ho spazio per schivare, parare il colpo è un’idea malsana e tentare di passargli sotto le gambe lo è ancor di più, dietro di me non c’è altro che un salto di diverse centinaia di metri e poco più in là una parete rocciosa. “Questa è la fine” penso tra me e me. Il mostro scatta verso di me con il suo attacco, mi sono ormai rassegnato al peggio ma il mio senso di sopravvivenza prende il sopravvento, mi giro, faccio quel mezzo passo di rincorsa disponibile e salto verso la parete rocciosa.

Tito: < Ryan! >

Dalla visuale di Tito non si vede altro che il mostro avanzare, non trovare più pavimento sotto alle zampe e cadere nel vuoto. Liberata la visuale mi scorge infine, appeso alla parete, perché, stento ancora a crederci, ma ce l’avevo fatta, ero riuscito ad appendermi alla parete ed ero vivo. Non era chiaro se ancora per molto ma non avevo intenzione di rivolgerci il pensiero.

Ed eccoci qua, al punto in cui è iniziato questo capitolo.

Sento Tito fare ritorno, accompagnato da Junior.

Junior: < Ryan! Cosa diavolo è successo!? Aspetta ora ti aiutiamo noi! >

Essendo girato di spalle non vedo nulla se non una corda colpire il muro e cadere tra le mie braccia.

Junior: < Ryan afferra con tutte le tue forze quella corda e non lasciarla andare! Capito? >

Come se ci fosse bisogno di dirlo.

Prendo un respiro, non fletto i muscoli ed in un attimo sono nel vuoto. Non so in che modo son riuscito a non perdere i sensi mentre lo facevo, l’attimo più terrificante della mia vita. Per un attimo m’è pure parso d’aver visto la mia defunta nonna Eva.

Junior e Tito mi tirano su.

Junior: < Eccoci qua! Tutto a posto? Non sei ferito vero? >

Ansimo, non appena riesco a prendere fiato mi getto addosso a Junior, quasi piangendo.

Ryan: < Come Junior!? Come!? Come posso chiedere scusa all’autore di questa storia!? >

Junior: < Eh? Scusa di cosa? >

Ryan: < NON LO SO! Ma qualcosa devo aver pur fatto perché mi faccia passare queste esperienze! Dimmelo Junior! Dimmelo cos’ho fatto di male!? Non lo farò mai più lo giuro! >

Junior: < … Stai farneticando Ryan, questa esperienza deve averti shockato più del dovuto, forza, torniamo al campo prima che quel mostro si faccia rivedere. >

Torniamo al campo e troviamo Mia ad aspettarci.

Mia: < Junior dove diavolo eri finito? Avevi detto che ci avresti aspettati qui, sono arrivata e non c’eri! … Hey ma che ca… >

Abbraccio Mia.

Ryan: < Oh Mia! Mia! Mia! Pensavo non avrei mai più sentito la tua odiosa voce! Pensa a tutte quelle battute sul colore dei tuoi capelli che avevo preparato che fine avrebbero fatto se non fossi sopravvissuto! >

Mi getta a terra.

Ryan: < Ah… La terra… Dolce, dolce terra, non mancare mai più da sotto ai miei piedi… >

Mia: < … Cosa? … >

Junior: < Sono successe un paio di cose mentre cercava di mettere le mani su quell’uovo wyvern. Oh beh, pare che non avremo uova per pranzo. >

Mia: < Cosa? Te lo volevi mangiare? >

Junior: < Haha! Ma no, scherzavo. >

Mia: < … >

Junior: < E tu? Il tuo incarico? >

Mia: < Tò. > Dice indicando la cassa delle consegne.

Junior: < Mh, ottimo lavoro, sapevo che potevi farcela. >

Mia: < Allora la prossima volta non mandare me a raccogliere insetti. >

Junior: < Devi sempre avere l’ultima parola eh? Per quel che riguarda te, Tito, suppongo non sia riuscito a raccogliere molta roba. >

Tito: < Ho trovato un po’ di ferro e di cristalli terra. >

Junior: < Ah, può andare bene così dai. Inizia già a calare il sole quindi mettiamoci a mangiare qualcosa e, visto che la giornata è finita, parliamo di qualche altra tattica di caccia. >

Ryan: < No! Un momento Junior! Ora tu mi spieghi con che diavolo di mostro abbiamo avuto a che fare! >

Junior: < Quel mostro? Ridimmi com’era. Sembrava un uccello, verde col petto rosso e aveva delle pietre focaie sulla punta delle ali? >

Ryan: < Si! Si! Si! Quello! >

Junior: < Quello era un Qurupeco. Non è un mostro arduo da affrontare ma immagino che per voi sia ancora una preda fuori portata. Dovete comunque ritenervi fortunati, questo mostro ha una caratteristica molto particolare, ovvero è in grado di imitare i versi degli altri mostri per attirarli a sé. >

Ryan: < Imitare i versi degli altri mostri? >

Junior: < Si, questo alterando la forma del becco. >

Ryan: < E per “altri mostri” … >

Junior: < Poteva chiamare in loco dei Jaggi come poteva richiamare a sé una Rathian o un Rathalos, non credo sareste qui ora in caso avesse chiamato uno di questi due. >

Non mi son ritenuto molto fortunato in quella situazione, ma sapere che poteva andare ancora peggio… Aiuto.

Junior cuoce delle carni e ce le passa. Mentre le addentiamo senza troppa fretta sentiamo un ruggito molto in lontananza, alziamo lo sguardo e scorgiamo una figura in cielo.

Junior: < Ah, guardate! Quella dev’essere una Rathian che fa ritorno al suo nido. Deve proprio ringraziare quel Qurupeco, non fosse stato per lui ora avrebbe un uovo in meno lassù. >

E fu nel mentre che Junior diceva queste parole che lo vidi, là, impresso nella mia mente…

Ryan: < … Rath di sera … >

#L’angolo di sfogo dei cacciatori
Ryan: < Si fa festa! Si! Si! Si fa festa! Oh si si si! Feesta! Feeesta! Su le mani! Yeee! >

Mia: < Che sta succedendo? >

Junior: < Pare l’autore abbia deciso di chiudere questa storia, almeno per il momento, e Ryan l’ha presa come meglio poteva. >

Ryan: < FEEESTA! FEESTA! FEEEE… >

Tito: < Junior posso riavere le mie cose visto che non andrà avanti? >

Junior: < Hum… Non lo so Tito, non mi pare una buona idea in qualunque caso e poi non vedo perché ridartele se non avrai comunque modo di riusarl… >

Ryan: < MA SI! MA VAFFANC***! TIENI TITO! FAI CASINO! STIAMO FESTEGGIANDO! FAI SCOPPIARE ALTRI JAGGI! SI CAZZO! ANZI ANDIAMO A FAR SCOPPIARE QUALCHE APTONOTH E POI CIBIAMOCI DELLE LORO CARNI! FORZA! ANDIAMO!>

Junior: < Ah! Hey ragazzi aspetta… -BOOM- te… >

Mia: < … >

Junior: < … Tu non vai? >

Mia: < Mhm… Non lo so, certo sono contenta anch’io di sapere che andrò in vacanza ma mica sono così infantile da… >

Ryan: < TITO! GUARDA! DEGLI ALTAROTH! MIA! VIENI CHE LI FACCIAMO SCOPPIARE! >

Mia: < SI! UCCIDILI TUTTI QUEGLI SCHIFI! >

Junior: < … *sigh… Questa è la nuova generazione di cacciatori… Beh, se non altro sanno come festeggiare, non trovi @Draconiano ? >

Draken: < Com’è che sono qui io? >

Junior: < Beh avevi chiesto all’autore di inserirti nella storia, e visto che passerà un bel po’ di tempo prima che riprenda non voleva deluderti. >

Draken: < Capisco. >

Ryan: < TITO! QUELLO È IL CAZZOPECO DI OGGI! INSEGUILO E BOMBARDIAMOLO! FACCIAMOLO SOFFRIRE! >

Tito: < Ah non ci arrivo, tenetelo fermo! >

Jean Pierre: < Mais oui mon amie! laissez-moi! >

Ryan: < Che? >

Jean Pierre: < Je suis Monté! >

Mia: < Ma chi è questo? >

Ryan: < Ma che ne so! Fate scoppiare anche lui! >

Jean Pierre: < Qu’est-ce que vous avez di- OH MON DIEU! >

*BOOM

Fine parte 4


E quindi. Si, ho deciso di interrompere questa storiella, saranno 139 giorni che nessuno scriveva più qualcosa in questo 3d ma in realtà io ho sempre continuato a lavorarci a tempo perso [e non solo a questa, ho un altro paio di bozze a mo di Spin-off di questa serie con temi un po’ più seri]. Ho deciso di chiuderla perché soprattutto in questo periodo ho un po’ di cose per la testa ed il riuscire a portare a “termine” qualcosa, o insomma di non averne una di più in sospeso mi è d’aiuto. Mi dispiace effettivamente per l’idea delle varianti dell’angolo di sfogo, ero curioso di vedere con cosa potevo lavorare ma suppongo dovrà aspettare diverso tempo prima di vedere la luce [se mai la vedrà]. E 'nsomma, grazie a chi ha seguito e sopportato questo 3d, a volte è stato terribile scrivere, altre è stato piacevole ed in alcuni tratti mi sono anche divertito, se vi siete divertiti pure voi [in qualche modo] ne sono più che lieto. Vedi Draco che t’ho inserito? Sono un uomo di parola io!

E nulla, in caso se v’interessa aspettatevi quello spin-off cui vi parlavo prima perché conto di finire anche quello anche se non so di preciso quando, c’è bisogno dell’atmosfera giusta per scriverlo visto che ho deciso di usare uno stile di narrazione particolare.

That’s all for now. Bye!


#18

Le citazioni belle, mi sto immaginando Aldo, Giovanni e Giacomo in versione hunter ahahahahah
Comunque sarei contento di leggere gli spin-off